Italia e Germania si contendono la classifica che nessuno vorrebbe

361

decessi prematuri per inquinamentoItalia e Germania si contendono una triste classifica: i primi posti per decessi prematuri per inquinamento dell’aria. L’ultimo rapporto sulla qualità dell’aria in Europa aggiornato ai dati del 2018 raccolti dall’Agenzia europea dell’ambiente (Aea) parla chiaro: le due nazioni sono in una situazione di emergenza.

In tutta l’Unione europea (UK inclusa) nel 2018 si conta un totale di 452.000 morti premature causate dai tre agenti inquinanti. Per avere un riferimento più chiaro della grandezza di questo dato si evidenzia come il Covid-19, ad oggi, ha ucciso nel 2020 in tutta Europa 370.008, quindi circa 81.992 in meno rispetto all’inquinamento. Per il Covid-19 siamo al lavoro per un vaccino, per l’inquinamento la soluzione è più ardua.

I dati dei decessi prematuri per inquinamento

Con 10.400 decessi spetta all’Italia il triste primato di morti premature dovute alla concentrazione nell’aria di biossido d’azoto, mentre è seconda dopo la Germania per i decessi dovuti all’inquinamento da polveri sottili PM 2,5 e ozono. Anche per l’ozono a livello del suolo è prima in decessi la Germania con 4.000 morti all’anno e segue sempre seconda l’Italia con 3.000 morti. Terza questa volta la Francia con 2.300 morti premature.

I dati dei decessi prematuri per inquinamento da PM10

La Germania è il primo paese per decessi da PM 2,5 con 63.100 casi segue l’Italia con 52.300 morti e a seguire la Polonia (46.300) e la Francia (33.100).

La classifica del biossido d’azoto

I decessi per biossido d’azoto vedono dopo l’Italia, la Germania (9.200) e Spagna (6.800).

Ci sono anche altri effetti collaterali legati alla relazione tra salute e inquinamento allo studio degli esperti come i casi di infertilità.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.