La firma del protocollo – foto presa dal sito del ministero dell’Ambiente

Oggi a Torino in occasione della giornata inaugurale degli Stati generali dell’aria pulita è stato sottoscritto il protocollo Aria Pulita dalla Presidenza del Consiglio, da sei ministeri, da regioni e province autonome. Il protocollo “è un Piano d’azione operativo”, ha spiegato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa sulla sua pagina Facebook, con cui le istituzioni e la pubblica amministrazione, ai vari livelli, si assumono “la responsabilità politica pubblica, amministrativa e gestionale di fare da battistrada anche per gli altri Paesi europei in procedura d’infrazione”. Il piano, di durata biennale, ha ricevuto uno stanziamento complessivo di 800 milioni di euro.

Sono previste cinque aree di intervento, come riporta il ministro su Facebook:

– Misure trasversali, che vanno dalla razionalizzazione dei sussidi ambientalmente dannosi al già citato fondo annuale per il finanziamento del Programma nazionale di controllo dell’inquinamento atmosferico;

– Agricoltura, con interventi per l’abbattimento delle emissioni di ammoniaca e limitazioni all’abbruciamento dei residui vegetali;

– Mobilità, con l’introduzione di criteri ambientali nella circolazione in ambito extraurbano, limitatamente ai tratti autostradali adiacenti ai centri urbani, con particolare riferimento alla riduzione dei limiti di velocità.

– Riscaldamento civile, con misure di riduzione delle emissioni inquinanti derivanti dalle stufe a biomassa e dagli impianti termici alimentati a biomassa

– Uscita dal carbone, prevista per l’Italia nel 2025, con un’accelerazione per le centrali termoelettriche che ricadono nelle aree oggetto delle procedure di infrazione, attraverso la loro chiusura o la loro trasformazione.

Per rendere ancora più incisiva l’azione di contrasto all’inquinamento dell’aria, il ministro Costa su Facebook ha annunciato anche l’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri dell’Unità di coordinamento del Piano d’azione per il miglioramento della qualità dell’aria “che avrà il compito di individuare entro sei mesi altre misure eventualmente adottabili a livello nazionale e a livello locale in materia di contrasto all’inquinamento atmosferico e per il miglioramento della qualità dell’aria”..

L’impegno dell’Unione europea per la qualità dell’aria

Il nostro pianeta soffre per le emissioni inquinanti che l’attività umana rilascia nell’atmosfera: nell’Unione europea il costo sanitario per patologie causate dall’inquinamento è pari a circa 70 miliardi di euro ogni anno.

Per migliorare la qualità dell’aria, la Commissione Ue ha adottato, il 18 dicembre 2013, il Clean Air Policy Package. La normativa prevede una proposta di direttiva volta a ridurre le emissioni nazionali di specifici inquinanti atmosferici (direttiva Nec), una direttiva sulla limitazione di determinati inquinanti prodotti da impianti di combustione di medie dimensioni (direttiva Mcp), infine la promozione del “Clean air programme for Europe” destinato a coordinare le attività di Ue e stati membri per abbassare le emissioni inquinanti sul territorio in modo omogeneo e diffuso, partecipando anche regioni e comuni.

Gli obiettivi in agenda dei Clean air dialogues sono:

1. Avviare un confronto tra Commissione Europea e Stati Membri sulle problematiche nazionali e sugli approcci individuati per rispettare gli impegni assunti per ridurre le emissioni di inquinanti;

2. Condividere e promuovere le politiche più efficaci e le migliori pratiche, presentare i progressi raggiunti, promuovendo anche politiche intersettoriali che sfruttano le sinergie tra le politiche sulla qualità dell’aria, sul clima, sull’energia, sui trasporti, sull’agricoltura, e sulla sanità pubblica;

3. Sostenere lo Stato membro nell’attuazione delle politiche anche sensibilizzandolo sui finanzia menti disponibili con i fondi UE;

4. Sostenere lo Stato membro nell’attuazione delle politiche anche sensibilizzandolo sui finanzia menti disponibili con i fondi UE.

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