“Sviluppare la cultura tecnica per il miglioramento della qualità dell’aria e dell’ambiente interno nelle scuole (Iaq/Ieq). Il progetto prevede lo sviluppo di soluzioni tecnologiche a basso impatto architettonico e di un approccio metodologico per classificare, simulare, progettare, realizzare, misurare e gestire le condizioni Iaq/Ieq)”. Questo il proposito del progetto europeo “Qaes-Qualità dell’aria negli edifici scolastici” che si prefigge di incrementare la collaborazione transfrontaliera tra le imprese per migliorare la qualità dell’aria nelle scuole alpine.

L’iniziativa è stata presentata pochi giorni fa al Castel Mareccio di Bolzano. “Solo dalla sinergia dei diversi ruoli potranno nascere soluzioni reali”, ha commentato in sede d’evento Giuliano Vettorato, assessore all’Istruzione e cultura italiana, all’Ambiente e all’Energia. Sarà finanziata dal programma di Cooperazione Interreg Italia-Svizzera 2014-2020. Le conoscenze acquisite – linee guida, regolamenti, protocolli e certificazioni – saranno diffusi tra le imprese per contribuire alla realizzazione delle nuove costruzioni e alla riqualificazione di quelle esistenti.

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Le rilevazioni di Appa Bolzano

Già nell’autunno del 2015 Appa Bolzano aveva misurato la concentrazione di anidride carbonica in 150 aule, coinvolgendo circa tre mila persone tra insegnanti, ragazzi e dirigenti. L’iniziativa “Aria viziata in classe”, conclusa nei primi mesi del 2016, aveva dimostrato che le condizioni dell’aria interna delle scuole delle zone alpine sono “decisamente non buone”. “Nelle aule scolastiche in cui dopo 20-25 minuti in cui non si cambia l’aria si possono raggiungere concentrazioni di anidride carbonica quattro volte superiori di quelle misurate all’esterno”, ha spiegato in sede d’evento Luca Verdi, direttore del Laboratorio Analisi aria e radioprotezione dell’Appa Bolzano. Oltre alla concentrazione eccessiva di anidride carbonica il rischio è che crescano anche i volumi di radon, formaldeide, idrocarburi volatili, fibre e polveri.

Il rendimento scolastico peggiora se l’aria è inquinata

Oltre alle implicazioni sanitarie, la presenza eccessiva di anidride carbonica, composti organici volatili e altre sostanze inquinanti limita il rendimento scolastico. Negli edifici che sfruttano al meglio la luce, naturale e artificiale, e la temperatura le capacità di lettura, scrittura e calcolo sono superiori del 16 per cento (fonte dati University of Salford di Manchester).

Come si svilupperà il progetto

Le campagne di misura, promosse prima e dopo gli interventi dimostrativi di risanamento, saranno coordinate in Italia dal Laboratorio Analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima. Si studieranno le performance di alcuni edifici dotati di certificazione Casaclima, per l’Italia, o di quella Minergie, in Svizzera.

I soggetti coinvolti

Il capogruppo del progetto è italiano, si tratta di IDM Südtirol/Alto Adige. Per la parte italiana sono partner: l’Istituto per le energie rinnovabili (Eurac), l’Agenzia per l’energia Alto Adige–CasaClima, Laboratorio Analisi aria e radioprotezione dell’Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima della Provincia Autonoma di Bolzano, Ufficio manutenzione opere edili della Ripartizione Amministrazione del patrimonio della Provincia Autonoma di Bolzano e Comune di Bolzano.
Per parte svizzera (Ticino) sono partner di progetto: SUPSI, Scuola Universitaria Professionale della Svizzera Italiana (capogruppo svizzero), MINERGIE Svizzera – Agenzia Svizzera italiana, Sezione della logistica, Bellinzona, Dipartimento delle finanze e dell’economia, Città di Mendrisio.

In anteprima una fotografia di un momento di presentazione del convegno “Qualità dell’aria negli edifici scolastici dell’Alto Adige”. Fonte: Agenzia provinciale per l’ambiente e la tutela del clima

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