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Sono trascorsi ben ventisette anni da quando l’Italia con la Legge n. 257/92 ha previsto la cessazione dell’impiego dell’amianto sull’intero territorio Nazionale, vietando l’estrazione, l’importazione, il commercio e l’esportazione di tutti i materiali contenenti questo pericoloso minerale. Nonostante questo, ad oggi, l’amianto continua ad uccidere. Si registrano per difetto 3000 decessi ogni anno di cui 1500 i soli casi di mesotelioma attestati dal sesto rapporto Renam 2018 (registro nazionale dei mesoteliomi), numeri questi che fanno rabbrividire e che ci aiutano a comprendere quanto questo killer si sia insinuato nella nostra quotidianità a 360° non risparmiando nessuno. Purtroppo questi dati agghiaccianti non sono confortanti e per il futuro si assisterà, presumibilmente, ad un picco di malattie asbesto-correlate, in particolare per i mesoteliomi, tra il 2020 e il 2025, considerando il lungo tempo di latenza.

Un interesse che sembra molto attuale per il Governo giallo verde. Il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha sottolineato già dai primi discorsi ufficiali come il tema amianto fosse centrale nel suo mandato. “Nonostante questo passi rilevanti sugli incentivi per l’eliminazione dell’amianto con l’attuazione della Legge di bilancio del 2018, non sono stati fatti, nonostante questa proclamazione” – sottolinea a Canale Energia Antonio Ceglia, funzionario responsabile nazionale del servizio Ambiente e Amianto della UilSperiamo che nella prossima legge di bilancio vengano previsti incentivi più consistenti”.

Le maggiori criticità per la bonifica dell’amianto

Tra le maggiori criticità Ceglia evidenzia: “In primis c‘è poca informazione al cittadino finale che ha bisogno di maggiori indicazioni rispetto alle agevolazioni fiscali utili alla bonifica e alla rimozione dell’amianto. Bisogna poi cercare di sensibilizzare i lavoratori in maniera più incisiva e proficua sui loro diritti e sugli obblighi che cado anche al datore di lavoro sia rispetto alla legge quadro sull’amianto (257/1992) che riguardo al testo unico sulla sicurezza (Decreto Legislativo 81/2008). Le organizzazioni sindacali CGIL – CISL e UIL, da

Presidente del Comitato amministratore del Fondo per le vittime dell’amianto, Elio Munafò della Uil

anni, cercano di avere un dialogo e un confronto fattivo con il Governo su questa tematica per cercare soluzioni comuni e pianificare insieme norme di intervento, partendo proprio da una concreta azione di risanamento e bonifica su tutto il territorio, rilanciando cosi il tema della prevenzione e della sorveglianza sanitaria.  Un dato centrale che è importante rivangare è legato alla grande quantità di amianto semi-sepolto che in gran parte deve essere ancora bonificato. Allo stato attuale  l’Italia  convive con circa 30 milioni di tonnellate di questa materiale. Si tratta di un dato approssimativo, considerando che il Piano Regionale Amianto ancora non è stato approvato in tutte le Regioni (dopo 27 anni dalla Legge 257 che prevedeva come obbligo la loro pubblicazione entro 180 dall’entrata in vigore della stessa). Intere Regioni non hanno fornito ancora alcun censimento”.

Il 6 Maggio 2019 è stato nominato con decreto del Ministro del Lavoro e delle politiche sociali il Presidente del Comitato amministratore del Fondo per le vittime dell’amianto, Elio Munafò della Uil. Carica della durata di tre anni il cui Comitato amministratore è composto dai rappresentanti dei Ministeri (Lavoro e Ministero dell’Economia e delle finanze), dell’INAIL, delle Organizzazioni Sindacali maggiormente rappresentative a livello nazionale e delle Associazioni delle vittime dell’amianto.
“Un ruolo molto rilevante presso l’istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) in quanto predispone, sulla base dei criteri stabiliti dal Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, i bilanci annuali della gestione, preventivo e consuntivo e l’erogazione delle prestazioni nonché l’andamento della gestione del Fondo (circa 49 milioni euro). Un incarico” continua Ceglia “con cui contiamo di dare migliori e maggiori risposte in termini di risarcimento sia ai lavoratori che ai cittadini che si sono ammalati o sono morti a causa dell’asbesto” .

Obiettivi futuri per affrontare l’amianto

Rispetto  a come affrontare il tema il funzionario responsabile nazionale del servizio Ambiente e Amianto della Uil ha le idee chiare: “Riteniamo, come UIL, che sia opportuno ripartire anche dalla terza Conferenza Governativa sull’Amianto, tenutasi a Casale Monferrato il 24 e 25 novembre 2017, che ci ha visti protagonisti nel rivendicare le nostre proposte e i nostri impegni: è stata un’occasione importante di confronto tra idee e realtà diverse accumunate tutte da un ambizioso quanto unico obiettivo, quello di eliminare definitivamente l’amianto dal nostro Paese per dare concretamente sicurezza e tutela sia ai lavoratori che ai cittadini. Per non rimandare più questo problema abbiamo deciso unitariamente di organizzare un’assemblea nazionale il 5 settembre 2018 coinvolgendo i vari colleghi delle OO.SS. si occupano delle problematiche riferite all’amianto. Dopo questa data abbiamo avuto vari incontri con i comuni e le regioni. Ci siamo rivolti anche all’Associazione nazionale comuni italiani per condividerne i nostri obiettivi, aprendo un dialogo con il Presidente Antonio De Caro che ci ha assicurato il suo interesse come associazione. Ci siamo confrontati anche la Conferenza delle Regioni ottenendo l’attenzione del Presidente Stefano Bonaccini. Queste iniziative” spiega Ceglia “hanno portato all’approvazione di un documento condiviso tra CGIL, CISL, UIL e la rappresentanza Comuni/Regioni nel dicembre 2018.

L’obiettivo è aprire un dialogo con il Governo creando un tavolo di lavoro e condividendo gli obiettivi

Ora l’obiettivo è aprire un dialogo con il Governo creando un tavolo di lavoro e condividendo gli obiettivi presenti su questa piattaforma perché dopo 27 anni dalla messa al bando dell’amianto non possiamo più tollerare questa  miopia politica e la storia dei silenzi non è più accettabile”.

Il decreto Fer e le opportunità per la bonifica dell’amianto

Con il decreto Fer 1 la questione amianto sta passando attraverso la spinta della transizione energetica. Una strategia che può funzionare? “Con la firma da parte del Ministro dello Sviluppo Economico e dell’Ambiente del decreto Rinnovabili “FER 1” (Fonti Energie Rinnovabili), si procede su una direzione da noi auspicata da anni: sostenere la produzione di energia da fonti rinnovabili e promuovere per il nostro Paese uno sviluppo che sia il più possibile sostenibile. Il provvedimento, nello specifico, in coerenza con gli obiettivi europei 2020 e 2030, ha lo scopo di promuovere la produzione di energia elettrica dagli impianti alimentati da fonti rinnovabili  attraverso incentivi e procedure finalizzati a promuovere l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità, in termini ambientali ed economici. Sulla questione specifica dell’amianto, gli impianti fotovoltaici hanno diritto, in aggiunta agli incentivi sull’energia elettrica, a un premio pari a 12 €/MWh, se viene attuata una corretta rimozione e smaltimento dell’amianto. Questo provvedimento accoglie in parte le proposte avanzate da tempo da parte di CGIL, CISL e UIL – perché verrà incentivata l’energia rinnovabile prodotta e immessa nella rete e smaltito l’amianto – ma riteniamo che per risolvere in modo fattuale la rimozione totale dell’amianto bisogna fare molto di più:  occorre incentivare il cittadino e le aziende a rimuovere definitivamente l’amianto prevedendo però maggiori risorse e detrazioni fiscali più significative. Non è un caso” conclude Ceglia ”se nel documento unitario CGIL,CISL, UIL, ANCI e Conferenza delle Regioni, abbiamo chiesto  sistemi di finanziamento ad hoc per tutta la filiera: prevedendo una deducibilità integrata per il cittadino che rimuovere totalmente l’amianto,  ed un Fondo strutturale Nazionale per la bonifica e rimozione dell’amianto anche per gli incapienti.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.