Gli effetti delle microplastiche nell’organismo dei pesci

Lo studio dell’università autonoma di Barcellona pubblicato sulla rivista Science bulletin

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plastica_riciclata nanoplasticheGli effetti sulla salute dell’esposizione alle nanoplastiche sono stati tradizionalmente valutati in animali acquatici come molluschi, crostacei e pesci. Recenti analisi in vitro, utilizzando colture cellulari di pesci e mammiferi, hanno consentito agli scienziati di analizzare i cambiamenti nell’espressione genica associati alla presenza di nanoplastiche da un punto di vista tossicologico. Questi risultati sono riscontrabili sia nei vertebrati che negli invertebrati, ed è stato dimostrato in situazioni in cui l’esposizione è diffusa e prolungata. Inoltre, con l’alterazione del microbioma intestinale, si verificano alterazioni nel sistema immunitario, endocrino e nervoso. Marina Teles, ricercatrice presso l’università autonoma di Barcellona (Uab) e coautrice dell’indagine, sottolineando come comprendere e analizzare il processo attraverso il quale questi frammenti di plastica penetrano nell’organismo e lo danneggiano è fondamentale, afferma: “Questo articolo non mira a dare l’allarme, ma cerca di mettere in guardia sul fatto che la plastica può essere trovato in quasi tutto ciò che ci circonda, non si disintegra e siamo costantemente esposti a essa. Al momento, possiamo solo speculare sugli effetti a lungo termine che questo può avere sulla salute umana, sebbene abbiamo già prove in diversi studi che descrivono alterazioni ormonali e immunitarie nei pesci esposti a nanoplastiche che potrebbero essere causate anche agli esseri umani”. Una volta ingeriti i frammenti, vengono escreti fino al 90% di quelli che raggiungono l’intestino. Tuttavia, una parte è frammentata in nanoplastiche che sono in grado, a causa delle loro piccole dimensioni e proprietà molecolari, di penetrare nelle cellule e provocare effetti dannosi. Il gruppo di cui fa parte Mariana Teles ha recentemente pubblicato un secondo articolo che analizza le conseguenze dell’esposizione a nanoplastiche del sistema immunitario in un pesce zebra (un piccolo pesce tropicale). Gli scienziati concludono che le nanoplastiche possono accumularsi sia nelle cellule che negli embrioni del pesce zebra, provocando cambiamenti a livello genetico rilevanti, tanto da interferire con il corretto funzionamento del sistema immunitario del pesce.

Il futuro non aspetta

Anche se la filtrazione, la centrifugazione e la flocculazione delle acque reflue e il trattamento dell’acqua piovana sono tecniche in avanzata fase di studio, la ricerca ammette che sono soluzioni riservate alle particelle, di plastica più grandi, mentre per le nanoplastiche non esiste a oggi alcuna soluzione efficace. Marina Teles, conscia di questi limiti, conclude: “Per risolvere questo problema dell’inquinamento da plastica, le abitudini umane devono cambiare e le politiche dovrebbero essere basate su decisioni informate su rischi noti e sulle alternative disponibili. Sono importanti i gesti individuali come l’uso di prodotti più rispettosi dell’ambiente e un aumento degli indici di riciclaggio”.

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