Diventare PlanetWatcher per salvaguardare l’aria di città e abitazioni

Blockchain e partecipazione collettiva questi gli strumenti che Claudio Parrinello, chief executive officer di PlanetWatch, illustra per costruire un registro della qualità dell'aria incontrovertibile

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Più informazioni abbiamo sulle variazioni climatiche e sull’inquinamento del Pianeta meglio possiamo agire per contrastarne le cause. In questa ottica un tema che ha acquisito più consapevolezza agli occhi dell’opinione pubblica, anche a causa della pandemia da Covid-19 è l’inquinamento indoor e il suo impatto sulla salute delle persone. Ma come possiamo raccogliere in modo sempre più dettagliato queste informazioni, elaborarle e coglierne i suggerimenti che da queste provengono? Ci sta pensando PlanetWatch, start up italiana con il cuore nel Cern che grazie a un sofisticato sistema che utilizza la blockchain guarda ai dati dell’aria in modo innovativo.

Il nostro obiettivo è creare un registro pubblico di dati della qualità dell’aria su blockchain” spiega a Canale Energia Claudio Parrinello chief executive officer di PlanetWatch (nel video l’intervista completa).Scrivere su una blockchain vuol dire realizzare una base di dati che non potrà più essere manipolata o modificata. Costruiamo così, giorno per giorno, un registro storico della qualità dell’aria incontrovertibile e non manipolabile da Governi o chi che sia”. Un sistema complesso ma reso facilmente fruibile all’utente finale che può contribuire alla realizzazione del flusso di dati diventando un “PlanetWatcher”. Persone, ma anche strutture o enti, che “Partecipano a uno sforzo collettivo globale per generare e analizzare dati di qualità dell’aria ad alta densità”.

Dati ambientali iperlocali per una migliore qualità dell’aria

L’obiettivo è quindi produrre dei dati che abbiano un valore e che siano molto diffusi sul territorio così da non perdere eventuali picchi di inquinamento che sfuggirebbero dal normale monitoraggio cittadino “Quello che noi chiamiamo iperlocali. Idealmente servirebbe più di un sensore ogni km2 così diventa possibile capire come si forma l’inquinamento e perché. Ad esempio correlando i nostri dati al traffico delle vetture come degli autobus di linea”. Di fatto gli apparecchi per il monitoraggio della qualità dell’aria delle istituzioni sono molto precisi ma anche molto costosi. Per questo non è semplice disporne una quantità sufficiente sul territorio nazionale “A Roma ad esempio ci sono 13 apparecchi di monitoraggio della qualità dell’aria per un territorio comunale di 1.300km2. Pochi occhi che vedono molto bene, ma che non permettono di cogliere le variazioni di inquinamento sul territorio”. Serve invece disporre di sensori vicino alle fonti di inquinamento. “Con la nostra tecnologia è possibile produrre dati sulla qualità dell’aria utili e soprattutto più diffusi sul territorio indentificando le variazioni di qualità dell’aria e dei picchi di inquinamento. Così possiamo dare delle indicazioni più puntuali ai decisori politici”. In questo modo diventa possibile effettuare scelte e strategie di contenimento più efficaci.

Come si diventa PlanetWatcher

Di fatto si può agire inserendo un dispositivo sul proprio balcone per misurare l’aria esterna o dentro casa per monitorare la qualità interna. Esistono anche dei sensori portatili grandi come un pacchetto di sigarette. Così il PlanetWatcher può portare registrare le informazioni della qualità dell’aria secondo il proprio stile di vita.

In cambio si ricevono informazioni sullo stato di salute dell’aria in cui si vive e si può partecipare a un sistema di raccolta punti (token) con cui si possono ottenere dei premi o trasformarli in criptomonete o denaro. Per partecipare al programma basta andare sul sito web dell’azienda e seguire le procedure di adesione. L’iniziativa ad oggi è diffusa già in diverse città europee e in America.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.