La Cina continua a impegnarsi nel suo percorso volto a promuovere misure in linea con l’ambiente. Due esempi sono le nuove regole per controllare l’inquinamento da plastica rurale e l’esortazione fatta dall’amministrazione centrale alle autorità regionali per gestire in modo efficace l’inquinamento dei maggiori fiumi dello stato.

Plastica, nuove norme per agricoltori 

Partendo dalla plastica, il governo ha annunciato che verranno rafforzate le misure per far sì che gli agricoltori riducano l’utilizzo del film plastico, una delle cause principali di contaminazione del suolo nelle zone settentrionali e occidentali del paese. Qui i coltivatori  ricoprono i campi con grandi quantità di “pacciame di plastica”, in modo da favorire il mantenimento di un tasso di umidità del suolo ideale e da favorire la protezione dai parassiti. Le nuove norme sono contenute in un documento che è stato sottoposto alla consultazione pubblica.

Inquinamento dei fiumi

Il governo cinese ha inoltre esortato le amministrazioni regionali a migliorare le performance in tema di qualità dell’acqua dei fiumi. In generale, la situazione è positiva perché il 75,4% delle acque cinesi è rientrato tra i primi tre gradi di classificazione del tasso di inquinamento nei primi 10 mesi di quest’anno, il peggiore è il 6°.  Inoltre solo il 3,2% è risultato essere sotto il grado quinto, in calo di 1,9 punti percentuali. Nonostante ciò alcune zone del paese, come quelle del fiume Yangtze e Yellow, hanno registrato dei dati  che mostrano in ritardo rispetto alla tabella di marcia per il  raggiungimento degli obiettivi prefissati.

Il carbone ritorna all’orizzonte

Fin qui una serie di misure in linea con l’attenzione all’ambiente. Tuttavia, come riporta la Reuters, sembrerebbe che l’abbandono progressivo e costante del carbone possa registrare qualche piccolo passo indietro. Il governo cinese, pur ribadendo infatti la massima ambizione possibile sui prossimi target di riduzione delle emissioni, non si è impegnata a rendere gli obiettivi più sfidanti. Inoltre a partire dall’anno scorso sono stati introdotti  42,9 gigawatt di nuova potenza alimentata a carbone, con altri 121 GW in costruzione.

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