Foto di C Morrison da Pixabay

“Eni comunica oggi il suo impegno formale a non svolgere attività di esplorazione e sviluppo nei Siti Naturali presenti nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità dell’Unesco”, alla data del 31 maggio 2019. Lo dichiara l’azienda in un comunicato stampa diffuso con cui vuole rendere noto “un ulteriore step che si inserisce nel cammino di trasformazione dell’azienda”.

Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni, ha commentato nel comunicato: “Questo impegno riflette la nostra ambizione di contribuire a trovare soluzioni alle sfide che il mondo sta affrontando e al raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (delle Nazioni Unite ndr)”.  

Un modello di gestione specifico per la Biodiversità e dei Servizi Ecosistemici

Il percorso di “trasformazione dell’azienda” si concentra sulla conservazione della Biodiversità e dei Servizi Ecosistemici (Bes). Lo fa tramite un modello di gestione specifico Bes “sviluppato nel tempo anche grazie a collaborazioni di lungo periodo con riconosciute organizzazioni internazionali, leader nella conservazione della biodiversità” che tiene conto dei “contesti ambientali diversificati nel mondo” e delle “diverse sensibilità ecologiche e differenti regimi normativi”. L’impegno a sviluppare e adottare “buone pratiche gestionali in linea con la nostra Policy Bes”, riguarderà anche le attività in cui Eni fa parte di una joint venture. 

Il processo di transizione dell’azienda, conclude la nota, prevede “investimenti a lungo termine andando oltre le priorità di profitto a breve termine sia dal punto di vista operativo che sociale”.

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