Spingere il settore militare a valutare l’impatto ambientale delle sue operazioni. E’ la richiesta, contenuta in una lettera pubblicata il 23 luglio sul sito di Nature, scritta da un team di 24 scienziati alla Commissione di diritto internazionale delle Nazioni Unite. Nello specifico si chiede l’adozione di un provvedimento sul tema e la sua introduzione nella convenzione di Ginevra.

Tutelare anche la natura

Secondo gli studiosi accanto alla tutela dei civili e alla necessità di causare il minor numero di vite umane sacrificate, bisognerebbe prendere in considerazione anche l’impatto delle azioni militari sull’ambiente.

L’esempio della guerra in Vietnam

Lo studio analizza poi un esempio concreto. Durante la guerra in Vietnam (1955- 1975) i militari americani usarono milioni di litri di Agent Orange, un erbicida che serviva a distruggere le foreste, luoghi in cui si nascondevano i Vietcong. Quest’attività, spiegano i ricercatori, ha creato una vera e propria catastrofe ecologica.

Climate change, minaccia per la sicurezza militare

Il settore militare ha già affrontato il tema del climate change, anche se da un altro punto di vista. Un report diffuso a fine gennaio dal dipartimento americano della difesa ha evidenziato l’importanza di valutare in modo mirato gli effetti che il fenomeno può avere sull’efficienza delle diverse attività di difesa della nazione e mettere in atto misure concrete.

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