L’Italia si conferma uno dei motori trainanti della transizione energetica in Europa, registrando nel primo semestre del 2026 una solida crescita con l’installazione di 3,1 GW di nuova capacità fotovoltaica solare, in incremento del 10% rispetto ai 2,8 GW dello stesso periodo del 2025. Un risultato che supera la media continentale dell’Unione Europea, che ha registrato un aumento più contenuto dell’1,9%, raggiungendo 33,8 GW nei primi sei mesi dell’anno contro i 33,2 GW dell’anno precedente. Ad evidenziarlo è il rapporto EU Solar Market Update: 2026 Mid-Year Analysis pubblicato da Solar Power Europe.
Solare, le evidenze sul mercato italiano
Con il superamento dei 46 GW di capacità installata complessiva, il mercato italiano sta attraversando un profondo mutamento strutturale. Il segmento residenziale sotto i 20 kW ha subito una contrazione del 23% anno su anno, attestandosi a 556 MW e segnalando la progressiva normalizzazione della domanda dopo il ridimensionamento delle agevolazioni fiscali del Superbonus.
A bilanciare questo ridimensionamento è stata l’accelerazione degli impianti di taglia maggiore. Le installazioni commerciali e industriali tra 20 kW e 1 MW sono cresciute del 22%, raggiungendo 1,15 GW, sostenute da costi dell’energia elevati e contributi regionali in conto capitale che spingono le aziende a proteggersi dalla volatilità dei prezzi energetici. Parallelamente, gli impianti di scala industriale sopra 1 MW, spinti dal completamento dei progetti legati alle aste Fer-1, sono saliti a 1,38 GW (+22%), portando l’insieme dei segmenti commerciale, industriale e utility-scale a coprire oltre l’80% di tutte le nuove connessioni della prima metà dell’anno.
Un’ulteriore spinta al settore è attesa dalle riforme normative previste per la seconda metà dell’anno, tra cui il passaggio a criteri di priorità di connessione basati sulla maturità dei progetti e l’impatto progressivo delle nuove aste del meccanismo Fer X. Le stime per il mercato italiano proiettano una capacità annuale a fine 2026 pari a 6,7 GW, in crescita rispetto ai 6,4 GW del 2025.
Leggi anche Energia elettrica, solare azzera prezzi all’ingrosso nel Mezzogiorno
La panoramica continentale: la resilienza dell’Unione Europea
A livello europeo, il settore solare ha mostrato una capacità di tenuta superiore alle attese, trainato dal riacutizzarsi delle tensioni sul mercato dei combustibili fossili legato alla crisi in Medio Oriente. Nonostante il rallentamento di alcuni incentivi pubblici, le previsioni centrali per il 2026 sono state riviste al rialzo a 68 GW, pur prospettando un lieve calo del 2,1% rispetto al record di 69,6 GW toccato nel 2025.
L’andamento tra le nazioni europee appare disomogeneo: Germania e Spagna mantengono i volumi più elevati, pur registrando flessioni provvisorie rispettivamente del 4% (7,5 GW installati) e del 6% (5,9 GW installati). Oltre all’Italia, mostrano numeri in crescita la Francia con 3,5 GW (+5%) e la Polonia con quasi 2,5 GW (+39%). Si distinguono la Romania con 1,8 GW, la Grecia con 1,5 GW, oltre a Finlandia e Lettonia spinte da progetti utility-scale.
Di contro, si registra una contrazione nei mercati di Paesi Bassi, Repubblica Ceca, Belgio e Ungheria. Su scala UE, gli impianti utility-scale continuano a rappresentare la quota maggioritaria del mercato con il 56% delle nuove installazioni, mentre il segmento su tetto copre il restante 44%.
Leggi anche Solare sui tetti può salvare 8 milioni di famiglie in Uk
Sicurezza energetica, benefici economici e nodi infrastrutturali
Il contributo dell’energia solare alla sicurezza e all’indipendenza energetica dell’Unione Europea ha raggiunto livelli primari. Nei primi sei mesi dallo scoppio del conflitto mediorientale, i 282 TWh generati dai 445 GW di impianti solari operativi nella UE hanno evitato importazioni di gas naturale destinate alla produzione elettrica per un valore stimato in 30 miliardi di euro, pari a oltre 1 miliardo di euro a settimana.
Questa produzione ha evitato l’emissione di 119 milioni di tonnellate di anidride carbonica. Tra maggio e luglio 2026 il solare ha fornito costantemente oltre il 20% dell’elettricità europea, toccando il picco storico del 25% nel mese di giugno e posizionandosi come prima fonte di generazione elettrica dell’Unione.
La rapida crescita della fonte solare sta tuttavia evidenziando crescenti colli di bottiglia nelle reti di trasmissione e distribuzione. L’aumento dei tagli di produzione, il moltiplicarsi delle ore con prezzi all’ingrosso negativi nelle ore centrali della giornata e la contestuale impennata dei prezzi serali testimoniano una flessibilità di sistema ancora insufficiente.
Nonostante il mercato delle batterie di accumulo sia stimato in forte espansione fino a 52 GWh nel 2026 (+44% sull’anno precedente), l’analisi sottolinea come lo sviluppo delle infrastrutture di rete e dei sistemi di stoccaggio debba accelerare ulteriormente per consentire all’Europa di centrare gli obiettivi di decarbonizzazione fissati per il 2030.
Leggi anche Elettricità, domanda globale accelera: solare supera il vento
Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.















