
Il monitoraggio delle aree di sosta prevede anche un sistema di prenotazione e di riconoscimento del pagamento: “La persona che passa a controllare gli stalli (un ausiliario del traffico o un vigile) è dotato di uno strumento analogo a quello adoperato dall’utente: una volta inquadrato il QR code viene informato dal sistema centrale circa il pagamento. Se il ticket non è stato saldato l’ausiliario riceve un segnale di warning che conferma a sua volta. L’utente ha tempo 24 ore per pagare il parcheggio, altrimenti gli sarà notificata una multa”.
Se da un lato l’utente diventa protagonista della gestione dei parcheggi cittadini, dall’altro questa soluzione consente di automatizzare il controllo e il pagamento degli stalli con notevoli risparmi per le casse comunali. Nonostante “lo sviluppo sia completo e l’applicazione sia stata già testata attraverso una piccola sperimentazione sui parcheggi custodi del Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione di Pisa”, non è stata estesa a livello cittadino. Eppure le eventuali applicazioni sono molteplici: “Potrebbe essere sfruttata in ambito ospedaliero per controllare gli stalli o per consentire a chi arriva di prenotarli”. Senza dimenticare le potenzialità per il monitoraggio delle sostanze inquinanti in aria.
La prossima sfida, dunque, è quella di siglare nuovi accordi con le amministrazioni locali per installare il sistema. Che potrebbe cambiare ancora: “A breve ci saranno probabilmente nuove forme di identificazione più accurate, pensiamo alle coordinate GPS”.
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