
Questo perché non arrivino all’inceneritore, che rappresenta un “imbroglio economico”, come lo definisce la Presidente, in quanto “sfruttano la maggior parte dell’energia generata e producono ceneri tossiche. Mentre l’Europa si muove verso l’abolizione degli inceneritori, l’Italia ne costruisce di nuovi. Tra l’altro ne è previsto uno in Abruzzo”.
Per massimizzare la raccolta differenziata e minimizzare la produzione del residuo, rispondendo anche alle recenti misure sull’economia circolare previste dall’UE, l’Associazione spingerà per l’introduzione di una politica di eco-fiscalità (“Siamo favorevoli all’adozione della tariffa puntuale: i cittadini dovranno pagare in base alla percentuale di indifferenziata prodotta”) nel Piano Regionale dei Rifiuti, al momento sottoposto a VAS (provvedimento già introdotto nel nuovo piano regionale dell’Emilia Romagna). Una misura che vuole accompagnare la “riforma di igiene urbana, che è rimasta al palo perché 60 comuni ancora non vi aderiscono”. E con la quale l’Associazione punta a risollevare le sorti degli impianti: “Se si riducono gli scarti l’impiantistica, ad oggi ritenuta insufficiente per la mole di rifiuti generata, diventa adeguata a gestirli”. Senza dimenticare il compostaggio: “Dall’Abruzzo portiamo l’umido in Emilia-Romagna e paghiamo 130 euro a ton, senza parlare dell’inquinamento prodotto dai camion per il trasporto”, specifica la Presidente.
La prima assemblea è fissata per il 23 gennaio a Pescara: “Qui metteremo a punto tutte le iniziative anche in riferimento ai contatti che abbiamo con la Regione”. E si programmeranno nuove attività di comunicazione, informazione e divulgazione in tutta la Regione. Prossima mossa: scrivere al Ministro dell’Ambiente Galletti e alla Regione Abruzzo per manifestare la posizione di condanna dell’Associazione nei confronti dell’Art. 35 del decreto Sblocca Italia sull’incenerimento dei rifiuti.
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