Dalle aste FER-X alla Blockchain: come sta cambiando l’energia in Italia

Solarig, Enercom, Palomar e Decathlon: quattro modelli di successo che dimostrano come la sostenibilità sia diventata il nuovo pilastro della competitività in Italia.

Solarig accelera in Italia: 400 MWp di nuova energia solare grazie all’asta FER-X

Solarig si è aggiudicato circa 400 MWp nella recente tornata dell’asta FER-X. Il successo riguarda nove progetti solari strategicamente distribuiti in regioni ad alto potenziale: Puglia, Basilicata, Sicilia e Lazio. L’installazione di questi impianti non significa solo produrre energia pulita, ma anche generare un impatto positivo diretto sulle comunità locali attraverso la creazione di posti di lavoro e lo sviluppo del tessuto economico regionale.

Con questo nuovo pacchetto di progetti, Solarig rafforza una presenza già massiccia nel Paese, dove gestisce attualmente un portafoglio di oltre 2 GW tra fotovoltaico e sistemi di accumulo (BESS). Inoltre, l’azienda continua a diversificare la propria offerta puntando con decisione sui gas verdi tramite Biorig, la divisione dedicata al biometano.

Come sottolineato da Agnese Rocco, Country Manager di Solarig in Italia, questo traguardo premia oltre 15 anni di lavoro sul territorio: “Il nostro impegno ora è procedere rapidamente alla costruzione, affinché questi progetti possano contribuire quanto prima alla missione di sostenibilità del Paese”.

Palomar verso l’indipendenza energetica: al via il terzo impianto fotovoltaico a Certaldo

Palomar, eccellenza manifatturiera nei settori caravan e trasporti, rafforza la sua strategia “green” con l’attivazione del terzo impianto fotovoltaico presso la sede di Certaldo (FI). Realizzato in collaborazione con la ESCo EnergRed, il nuovo sistema da 77 kWp porterà l’azienda a coprire quasi il 50% del proprio fabbisogno energetico.

I numeri dell’operazione:

  • Impatto ambientale: oltre 400 tonnellate di CO2 evitate nei prossimi 15 anni.

  • Efficienza: un auto-consumo complessivo stimato di oltre 740.000 kWh all’anno.

  • Modello finanziario: grazie alla formula Care&Share di EnergRed, l’azienda ottiene stabilità sui costi energetici senza investimenti diretti o ricorso a incentivi pubblici.

Questa partnership triennale dimostra come l’indipendenza energetica sia diventata un pilastro della competitività industriale di Palomar, permettendo di reinvestire i risparmi in innovazione e ricerca.

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Un bosco di bambù per “pulire” la Lombardia: l’investimento green di Enercom a Rovato

Il Gruppo Enercom — tra i principali player privati del settore utility in Italia — ha scelto la natura come alleata tecnologica. Durante l’edizione 2026 di KEY – The Energy Transition Expo, la società ha svelato i dettagli del suo investimento nel bambuseto di Rovato, una mastodontica piantagione nel cuore della Lombardia destinata a diventare uno dei più efficienti centri di sequestro del carbonio in Italia.

I numeri di un “super-polmone” verde

L’area interessata si estende per 36 ettari, una superficie paragonabile a 50 campi da calcio. Enercom sostiene direttamente la cura di 7,62 ettari di questa foresta, un impegno che permetterà di assorbire 37.000 tonnellate di CO₂ in 15 anni. Per dare un’idea dell’impatto, si tratta di una quantità di anidride carbonica equivalente al consumo annuo di gas di oltre 1.200 famiglie.

Se si considera l’intero bosco nella sua piena attività fotosintetica, la cifra sale a 175.000 tonnellate, compensando virtualmente le emissioni di circa 6.000 nuclei familiari.

Perché il Bambù? La tecnologia della natura

La scelta della specie non è stata dettata da ragioni estetiche, ma da una precisa efficienza biologica. Il protagonista è il bambù gigante Moso (Phyllostachys edulis), una pianta dalla crescita rapidissima capace di catturare fino a 36 volte più CO₂ rispetto a un bosco tradizionale di conifere o latifoglie.

A differenza di altre foreste, il bambù garantisce un ciclo di fotosintesi continua che non rallenta nemmeno con la maturità della pianta. A Rovato, il Moso è affiancato dal bambù Fargesia, una specie non invasiva che funge da equilibratore ecologico per proteggere la biodiversità locale e creare un ecosistema resiliente nel tempo.

Trasparenza e blockchain: l’impatto è certificato

Uno degli aspetti più innovativi del progetto, presentato dal Gruppo durante il ciclo di incontri “Venti minuti con…”, riguarda la certificazione dei risultati. Non si tratta di stime astratte:

“Le quantità di CO₂ catturate vengono misurate secondo metodologie certificate e rese tracciabili attraverso tecnologia blockchain,” ha spiegato Matteo Carnevale, Head of Supply & Trading di Enercom. “Ogni dato è verificabile, immutabile e accessibile”.

Una strategia integrata

Il bambuseto di Rovato non è un’iniziativa isolata, ma parte di una visione più ampia. Cristina Crotti, Presidente del Gruppo Enercom, ha sottolineato come la responsabilità ambientale debba tradursi in interventi tangibili sul territorio: “L’iniziativa si inserisce in un percorso che vede il nostro Gruppo impegnato nello sviluppo delle rinnovabili, nell’innovazione delle reti e nell’efficienza energetica. Traduciamo i nostri valori in interventi misurabili.”

Nelle prossime settimane, Enercom aprirà le porte del bambuseto di Rovato con visite guidate dedicate a partner e stakeholder, trasformando un progetto industriale in un’esperienza diretta di contatto con la natura che lavora per il futuro del pianeta.

Decathlon e EDP: la rivoluzione solare nei punti vendita italiani

Il percorso verso la decarbonizzazione del settore retail segna un punto a favore della sostenibilità. EDP Energia Italia, braccio operativo del gruppo EDP e leader europeo nel settore solare distribuito, ha annunciato il completamento e l’avvio della gestione di impianti solari decentralizzati presso 15 stabilimenti Decathlon distribuiti su tutto il territorio nazionale.

I numeri del progetto: autonomia e sostenibilità

L’intervento ha visto l’installazione di una capacità solare complessiva di 2,4 MWp. I siti coinvolti toccano l’intera penisola, da Como a Catania, passando per poli strategici come Roma Tor Vergata, Napoli (Casoria) e Torino (Moncalieri e Grugliasco).

L’impatto energetico stimato è significativo:

  • Produzione annua: circa 3 GWh di energia pulita.

  • Autonomia: l’energia generata coprirà le principali attività quotidiane delle strutture.

  • Vantaggi: riduzione della dipendenza dalla rete elettrica nazionale, contenimento dei costi operativi e protezione dalla volatilità dei prezzi energetici.

Una strategia europea Integrata

Il progetto italiano non è un caso isolato, ma una tessera fondamentale di un mosaico più ampio. L’accordo multi-geografico siglato nel 2023 tra EDP e Decathlon prevede l’installazione di 12 MWp complessivi in sei Paesi: Germania, Portogallo, Spagna, Belgio, Francia e, appunto, Italia.

“In Italia, la generazione distribuita è una soluzione chiave per promuovere un modello energetico efficiente e flessibile,” ha dichiarato António Ricciardi, Head of Client Solutions business in Europe di EDP. “Questi impianti offrono vantaggi tangibili, ottimizzando i costi a lungo termine in un mercato energetico spesso complesso.”


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