CCS, svolta per il progetto Atlas: DNV promuove la cattura e l’iniezione diretta di CO₂ via nave

Un passo fondamentale verso la decarbonizzazione delle industrie europee ad alte emissioni: DNV, ente indipendente ed esperto mondiale nel settore energetico, ha rilasciato una Statement of Feasibility (Dichiarazione di Fattibilità) per il concept innovativo sviluppato da Aker BP e Höegh Evi. Il progetto prevede l’iniezione diretta di anidride carbonica da navi navetta (shuttle carrier) direttamente nei pozzi sottomarini della licenza Atlas, situata nella piattaforma continentale norvegese (NCS).

L’infrastruttura Atlas punta a stoccare in modo permanente fino a 6 milioni di tonnellate di CO₂ all’anno nella sua fase iniziale, con una capacità totale stimata di ben 150 milioni di tonnellate. Aker BP prevede l’avvio della prima iniezione intorno al 2031, con oltre 25 anni di operatività programmata.

Una soluzione flessibile e senza condotte

Aker BP ha focalizzato lo sviluppo di Atlas su un concept sottomarino integrato: la CO₂ liquefatta, raccolta dai vari poli industriali europei, verrà trasportata dalle navi navetta di Höegh Evi fino al sito di stoccaggio e iniettata direttamente nel serbatoio geologico.

Questa tecnologia offre un vantaggio strategico enorme: evita la necessità di costruire nuovi impianti a terra, gasdotti transfrontalieri e rigide strutture offshore permanenti. Pur lasciando aperta l’opzione futura dei metanodotti, la soluzione navale garantisce un percorso scalabile, flessibile e modulare per connettere più distretti industriali europei allo stoccaggio norvegese.

Il giudizio dell’esperto: fattibilità confermata

La valutazione di DNV si è concentrata sulle infrastrutture offshore necessarie per il trasferimento e l’iniezione della CO₂. Utilizzando i rigorosi standard metodologici DNV-RP-A203 e DNV-SE-0160, l’ente ha identificato le principali sfide e incertezze tecniche del progetto, giudicandole ampiamente gestibili nelle successive fasi di sviluppo.

Prajeev Rasiah, Senior Vice-President e Regional Director Northern Europe per Energy Systems di DNV, ha commentato:

«L’iniezione diretta da nave a serbatoio richiede che i sistemi marittimi, sottomarini e di iniezione funzionino come un’unica catena del valore integrata. Sebbene saranno necessarie ulteriori verifiche man mano che il progetto avanza, la nostra valutazione dimostra che il concept è tecnicamente fattibile e fornisce una solida base per il proseguimento dello sviluppo.»

Il parere positivo segue le precedenti Approvals in Principle (AiP) già concesse da DNV per la nave da trasporto e per il terminale galleggiante di ricezione e condizionamento (FCSO) di Höegh Evi, coprendo di fatto l’intera filiera marittima.

Come funzionerà la catena del valore

  1. Raccolta e condizionamento: I produttori industriali invieranno la CO₂ catturata a un terminale galleggiante gestito da Höegh Evi (con una capacità di stoccaggio intermedio tra i 40.000 e gli 80.000 m³). Qui i volumi verranno aggregati, purificati e liquefatti.

  2. Trasporto marittimo: Navette dedicate con una capacità fino a 50.000 m³ per viaggio trasporteranno il carico liquido. Le apparecchiature di bordo prepareranno la CO₂ per l’iniezione in totale sicurezza.

  3. Iniezione offshore: Attraverso sistemi di caricamento offshore e condotte sottomarine, il fluido verrà trasferito direttamente nei pozzi di iniezione nel fondale marino.

L’aggregazione di piccoli volumi tramite il terminale galleggiante consentirà l’accesso allo stoccaggio permanente anche a quei siti industriali che non potrebbero sostenere un collegamento dedicato.

Ørjan Jentoft, CCS Asset Manager di Aker BP, ha sottolineato:

«La Dichiarazione di Fattibilità di DNV è un passo cruciale per far maturare il progetto verso la decisione finale di investimento. Il concept navale permette di sviluppare la catena di trasporto e stoccaggio per fasi, man mano che i volumi crescono.»

Sostegno europeo e prossimi passi

La licenza EXL011 Atlas è stata assegnata dal Ministero dell’Energia norvegese nel settembre 2024 ed è gestita da Aker BP (80%) in partnership con ORLEN (20%).

Il progetto vanta un forte supporto istituzionale:

  • Aprile 2026: Inserito nella seconda lista dell’Unione Europea dei Progetti di Interesse Comune e Mutuo (PCI/PMI).

  • Ottobre 2026: Aker BP e Höegh Evi hanno ottenuto un finanziamento di 223 milioni di euro dal Fondo EU Innovation Fund, destinato alla realizzazione della rete transfrontaliera (previo F.I.D.).

La decisione finale di investimento (FID) è prevista per il 2028, in vista dell’avvio operativo nel 2031. Aker BP sta inoltre valutando di applicare lo stesso modello navale anche alla licenza EXL005 Poseidon, l’altro suo progetto di stoccaggio di CO₂ gestito sulla piattaforma continentale norvegese.

Nils Jakob Hasle, EVP Clean Energy di Höegh Evi, ha aggiunto:

«L’industria necessita di soluzioni di trasporto flessibili per accedere allo stoccaggio offshore. Integrando l’infrastruttura galleggiante con il trasporto navale su larga scala, aggregiamo la CO₂ da più fonti in modo efficiente.»


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