Il Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, questa mattina ha tenuto un’informativa sull’azione del Governo, prima alla Camera dei Deputati, poi al Senato della Repubblica. Nel discorso il tema energia è centrale, sia come driver di politica estera che come pilastro della stabilità economica nazionale.
Ecco i punti chiave relativi all’energia evidenziati nel documento sull’azione del Governo:
1. Sicurezza e approvvigionamento internazionale
Il Governo considera la politica estera una “precondizione” per la politica interna, specialmente per una nazione che importa energia.
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Crisi in Medio Oriente: l’instabilità nell’area (Iran, Libano) mette a rischio lo Stretto di Hormuz. L’Italia punta al ripristino della libertà di navigazione per normalizzare i mercati energetici e delle materie prime.
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Diversificazione dei partner: vengono citate missioni strategiche per assicurare forniture:
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Area del Golfo (Arabia Saudita, Emirati, Qatar): per garantire il petrolio (15% del fabbisogno nazionale).
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Algeria: per l’aumento delle forniture di gas naturale.
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Azerbaigian e Africa: prossime tappe per lo sviluppo di risorse energetiche.
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2. Interventi sui prezzi e contrasto alla speculazione
Il discorso rivendica azioni dirette per proteggere famiglie e imprese dai rincari:
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Decreto Energia: un provvedimento definito “corposo” per ridurre strutturalmente i costi (accolto favorevolmente dal mondo produttivo, meno dalle grandi aziende energetiche).
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Costo dei Carburanti: taglio di 25 centesimi al litro su diesel e benzina e introduzione di un meccanismo anti-speculazione (prorogato fino al 1° maggio).
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Tassazione degli extra-profitti: il Governo si dice pronto a intervenire nuovamente sui profitti delle società energetiche se necessario.
3. Azione in sede europea (ETS e transizione)
Un punto critico riguarda il sistema di tassazione delle emissioni che influenza il prezzo finale:
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Revisione dell’ETS (Emission Trading System): il Governo contesta il fatto che l’ETS gravi anche sul prezzo dell’energia prodotta da fonti rinnovabili, gonfiando i costi (fino a 30 euro per MwH in Italia).
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Misure urgenti richieste all’UE: * autorizzazione a misure nazionali per mitigare i prezzi nel breve termine.
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Sospensione temporanea dell’ETS per la produzione da fonti termoelettriche finché i prezzi delle fonti fossili rimarranno alti.
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Transizione verde: viene ribadito l’impegno per una transizione che sia “realistica e non ideologica”, puntando a un’autonomia strategica che riduca le dipendenze dall’estero.
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