Nuove linee guida per la riqualificazione sostenibile degli edifici pubblici

Superare il vecchio dogma del “com’era, dov’era” per abbracciare una ricostruzione che sia, prima di tutto, resiliente e sostenibile. È questo il cuore del convegno svoltosi oggi a Roma, promosso da RSE (Ricerca sul Sistema Energetico), dal MASE e dalla Struttura del Commissario Straordinario per la ricostruzione sisma 2016.

Allevento Da Sinistra Marco Mari Guido Castelli Franco Cotana E Pietro Agrello

Al centro del dibattito, l’applicazione dei Criteri Ambientali Minimi (CAM) agli edifici di valore storico-testimoniale, un tema reso quanto mai attuale dall’entrata in vigore del nuovo Decreto CAM Edilizia (D.M. 24 novembre 2025).

La sfida: coniugare tutela e innovazione

Il patrimonio architettonico italiano, con la sua stratificazione millenaria, rappresenta una sfida unica per le politiche di efficientamento. Il Senatore Guido Castelli, Commissario Straordinario per il sisma 2016, ha sottolineato la necessità di un cambio di paradigma:

“Abbiamo capito che bisogna ricostruire meglio, in piena coesione con i principi ambientali e standard di sicurezza che rendano minimo il rischio. Vogliamo rendere più remoto il rischio che una prossima scossa possa ferire il nostro patrimonio come accaduto nel 2016.”

L’analisi: 30 casi studio per un modello replicabile

L’incontro ha presentato i primi risultati di una ricerca condotta da RSE su 30 casi studio sparsi su tutto il territorio nazionale. L’analisi ha coinvolto 18 stakeholder tra amministrazioni pubbliche, progettisti e imprese, focalizzandosi su edifici costruiti tra il XIII e il XX secolo.

I numeri del campione:

  • Localizzazione: il 53% degli immobili si trova in centri storici.

  • Destinazione d’uso: oltre la metà (53%) ospita funzioni pubbliche e amministrative.

  • Tipologia di interventi: miglioramento sismico, restauro scientifico e riqualificazione energetica.

L’Amministratore Delegato di RSE, Franco Cotana, ha evidenziato come lo studio dimostri che la sostenibilità non sia in contrasto con il pregio architettonico: “È possibile sviluppare soluzioni replicabili capaci di coniugare qualità progettuale e rispetto dei vincoli storico-architettonici”.

Esempi concreti: dal Medioevo al Contemporaneo

Durante l’evento sono stati illustrati interventi simbolo che fungono da “laboratorio” per le nuove linee guida:

  1. Ex Convento di San Domenico (Teramo): un complesso del XIII-XIV secolo oggetto di un miglioramento sismico da 1,28 milioni di euro.

  2. Palazzo Comunale di Tolentino: un esempio di riparazione danni con l’obiettivo della certificazione GBC Historic Building.

  3. Casale della Vaccareccia (Roma): un progetto integrato da 5 milioni di euro che unisce restauro, rifunzionalizzazione e approvvigionamento energetico sostenibile.

Verso una “Transizione Verde” del patrimonio nazionale

L’approccio adottato è di tipo “bottom-up”: partendo dalle criticità operative riscontrate in cantiere, RSE e MASE stanno definendo strumenti operativi che rendano i criteri ambientali non un ostacolo burocratico, ma un volano per la qualità.

Il messaggio emerso da Roma è chiaro: la transizione ecologica del Paese passa inevitabilmente per la cura del suo passato. Integrare i CAM negli interventi pubblici non significa solo rispettare l’ambiente, ma garantire una vita più lunga e sicura alla bellezza che definisce l’identità italiana.


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