Il piano “Rinascita Urbana” guarda all’efficienza energetica

Presentato ieri in Consiglio dei Ministri e sarà parte della prossima manovra. Efficienza energetica e sisma bonus al centro delle iniziative

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Ripartire dalle città guardando all’efficienza energetica. È il piano “Rinascita Urbana” annunciato ieri tramite un tweet dalla ministra delle Infrastrutture Paola De Micheli

Il piano è stato presentato ieri in Consiglio dei Ministri e sarà parte della prossima manovra.

Il miliardo stanziato dal Governo guarda a migliorare la qualità dell’abitare, la rigenerazione degli edifici, il sostegno alle famiglie in affitto e ai cantieri nei piccoli Comuni, utilizzare e rigenerare gli spazi già costruiti rendendoli utili.

Per i piccoli comuni è prevista la proroga per sisma bonus, ecobonus e cedolare secca.
L’accesso avviene attraverso un bando pubblico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e la valutazione dei progetti da parte di una commissione composta da esperti dalla elevata professionalità. Si legge sul sito del ministero che il finanziamento massimo che può essere richiesto al Ministero è di 20 milioni di euro per ciascun progetto.

Per i cittadini la qualità dell’abitare prevede sia lo sviluppo di dotazioni urbane e di “servizi connessi all’abitare” ma anche “miglioramento sismico, sostenibilità energetica e innovazione tecnologica con la trasformazione di edifici da tradizionali a intelligenti, fibra ottica e incremento della domotica – co-house, spazi di socializzazione all’interno dei condomini, residenze temporanee destinate a studenti”.

Prime note dalle associazioni

Per quanto il piano abbia raccolto molta soddisfazione, in una nota Francesca Romana d’Ambrosio, Presidente di AiCARR, l’Associazione italiana condizionamento dell’aria, riscaldamento e refrigerazione, ne evidenzia un “basso ricorso alle agevolazioni previste dal cosiddetto sisma-bonus. Nella nostra ottica gli edifici devono essere efficienti e sicuri, allo stesso tempo. E’ bene che il Governo e gli Enti istituzionali preposti pensino a forme di sensibilizzazione e comunicazione più efficaci, visto che le risorse per questo provvedimento sono anche molto corpose”, conclude la nota di AiCARR.

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