Quando si parla di consumi energetici subito si pensa ai tanti sprechi che avvengono nelle nostre case oppure al fabbisogno dei complessi industriali, mentre, solitamente, si sottovalutano i consumi energetici degli uffici e delle attività commerciali di vario genere del settore terziario.

Climatizzazione, frequente utilizzo di apparecchiature elettroniche e illuminazione artificiale sono tra le cause della crescita dei consumi del comparto, come testimoniato dall’annuario dei dati ambientali pubblicato da Ispra. Come dice Marco Borgarello, responsabile del gruppo “Efficienza Energetica” del dipartimento “Sviluppo Sistemi Energetici” di Rse, “il settore terziario rappresenta un settore molto importante nel panorama italiano, un settore che, per la sua eterogeneità e le differenti attività che si compiono in esso, rende difficile, forse più di altri settori, trovare una strategia di insieme per affrontare il problema del miglioramento dell’efficienza energetica al suo interno. Difatti ogni singola attività presenta delle caratteristiche diverse in termini di orari di lavoro, di addetti impiegati, di condizioni climatiche in cui opera e in termini di consumi. per cui non è possibile adottare un elenco esaustivo di interventi applicabili in tale settore”.

Continua Marco Borgarello “Come gruppo pertanto abbiamo deciso di concentrarci su di esso, in modo da analizzarlo in dettaglio ed effettuare una fotografia con l’obiettivo di conoscerlo meglio, un’attività che potrà essere utile ai decisori politici per individuare le giuste azioni di supporto ed incentivazione verso l’efficienza energetica”.

Rse ha svolto un’analisi di sistema sul terziario

Per intervenire nel settore terziario è essenziale investire in migliori soluzioni tecnologiche di efficientamento calibrate a seconda delle tipologie di intervento e di destinatari. Ovviamente, per misurare efficientemente i potenziali di risparmio energetico, è necessario capire quali sono le caratteristiche di queste imprese del terziario e quali le loro abitudini di consumo dell’energia.

Con questo obiettivo Rse, società del gruppo Gse, nel corso del secondo semestre del 2020, ha svolto un’analisi dei consumi del comparto, partendo dal settore merceologico del “Commercio al dettaglio”, Ateco 47, cioè i negozi che effettuano vendita al dettaglio (senza trasformazione) di beni nuovi e usati direttamente al consumatore finale per uso e consumo personale o domestico.

Lo studio è stato sviluppato nei seguenti modi:

  • Ricostruzione top-down dettagliata del patrimonio edilizio e dei consumi elettrici del “Commercio al dettaglio” su scala nazionale;
  • Indagine bottom-up avente l’obiettivo di conoscere le caratteristiche energetiche delle imprese nel settore del commercio al dettaglio che fanno parte dell’universo Gfk.

L’approccio all’indagine, come dice Ennio Brugnetti, ricercatore Rse del gruppo “Efficienza Energetica“ci ha consentito di mettere a confronto i risultati emersi da queste due analisi per verificare la compatibilità dei risultati e consolidare la metodologia così da estenderla anche ad altri ambiti all’interno del settore terziario.”

Confronto fra i due approcci top down e bottom up

I confronti tra i risultati dei due lavori effettuati per la ricostruzione dei consumi elettrici per le principali aree nazionali in base alle classi di metratura sono riportati in Tabella 0‑1, Tabella 0‑2 e Tabella 0‑3.

Il lavoro effettuato ha un’ottima corrispondenza per i negozi con superficie massima di 50 m2, ciò è dovuto al valore medio dell’intensità energetica utilizzato, frutto del primo lavoro di analisi, tarato su edifici di piccole-medie dimensione.

Le differenze tra i valori di consumo regionali sono minime e ciò comporta una differenza dei consumi elettrici nazionali inferiore al 7%, per cui si può concludere che il campione di imprese dell’universo GfK è rappresentativo delle imprese di piccole dimensioni presenti sul territorio nazionale anche in termini di consumi elettrici.

Nel complesso è stato possibile stimare i consumi elettrici a livello nazionale per gli esercizi del “Commercio al dettaglio” di piccola dimensione, che sono risultati essere compresi tra i 1.854 e i 1.987 GWh; se ci si sposta lungo la penisola italiana, si nota che nel Nord Italia il consumo medio annuale è pari a circa 750 GWh, che è paragonabile alla spesa energetica del Sud, pari a circa 800 GWh. Si può ben capire, pertanto, come le regioni italiane non siano distanti dal punto di vista dei consumi energetici per quanto riguarda il settore analizzato.

Tabella 0‑1 Consumi elettrici per i negozi con dimensioni tra 1-50 m2

Regione Consumi Elettrici Gfk [GWh] Consumi Elettrici RSE [GWh]
Nord Ovest 400 421
Nord Est 303 324
Centro 379 401
Sud Isole 772 842
ITALIA 1.854 1.987

 

Tabella 0‑2 Consumi elettrici per i negozi con dimensioni tra 51-150 m2

Regione Consumi Elettrici Gfk [GWh] Consumi Elettrici RSE [GWh]
Nord Ovest 565 844
Nord Est 486 737
Centro 511 767
Sud Isole 1.114 1.651
ITALIA 2.676 3.998

 

Tabella 0‑3 Consumi elettrici per i negozi con dimensioni tra 151-300 m2

Regione Consumi Elettrici Gfk [GWh] Consumi Elettrici RSE [GWh]
Nord Ovest 192 383
Nord Est 169 339
Centro 196 399
Sud Isole 349 700
ITALIA 906 1.821

 

Al fine di validare ulteriormente l’analisi dei consumi su tali esercizi, si riporta in Tabella 0‑4, il confronto nazionale dei consumi calcolati.

Tabella 0‑4 Confronto dei consumi per superfici comprese tra 1-50 m2.

Regione Consumi Elettrici Gfk [GWh] Consumi Elettrici Rse [GWh]
PIEMONTE 119 124
VALLE D’AOSTA 6 6
LOMBARDIA 214 231
LIGURIA 60 60
Nord Ovest 400 421
TRENTINO ALTO ADIGE 26 29
FRIULI VENEZIA GIULIA 30 31
VENETO 104 116
EMILIA ROMAGNA 143 148
Nord Est 303 324
TOSCANA 119 123
UMBRIA 26 27
MARCHE 46 49
LAZIO 188 201
Centro 379 401
ABRUZZO 33 37
MOLISE 11 12
CAMPANIA 305 323
PUGLIA 151 174
BASILICATA 21 23
CALABRIA 72 81
SICILIA 129 140
SARDEGNA 48 50
Sud Isole 772 842
ITALIA 1.854 1.987

 

Quanto consuma il settore terziario e che margine
di miglioramento è possibile

Dalle analisi effettuate, che sono consultabili di seguito nei singoli dettagli, è evidente che c’è un’equa distribuzione lungo tutta la penisola italiana dei negozi appartenenti al “Commercio al dettaglio” e dei consumi ed essi associati. Al suo interno, la categoria più energivora risulta essere quella dei negozi di alimentari, caratterizzati da alti consumi e che comprende oltre 239.000 esercizi che operano nella vendita di tipologie di prodotti diversificate.

La maggior parte delle misure di efficientamento energetico già attuate nel commercio si concentrano prevalentemente sul consumo di energia, ad esempio sull’illuminazione o sugli impianti.

Tuttavia, i consumi in queste attività sono ancora elevati, indice che le misure intraprese finora sono ancora insufficienti; per questo motivo bisognerebbe spingere su misure finalizzate ad un efficientamento dell’involucro edilizio e incrementare politiche e azioni volte alla prevenzione degli sprechi e alla promozione dello sviluppo sostenibile, al fine di raggiungere gli obiettivi di decarbonizzazione prefissati.

“Sicuramente c’è ampio margine di miglioramento”, sono le parole di Simone Maggiore, ricercatore Rse del gruppo “Efficienza Energetica” responsabile dell’indagine, in quanto “le misure più diffuse sono i cosiddetti low-hanging fruits, cioè quegli interventi abbastanza semplici da realizzare (come appunto la sostituzione delle lampadine), mentre interventi più complessi tendono ad essere tralasciati, proprio per la difficoltà che ad implementarli da soli; il supporto di operatori qualificati, che sappiano consigliare il cliente verso la soluzione più appropriata alle sue esigenze e seguirlo lungo tutto il percorso dalla progettazione dell’intervento di efficienza energetica fino alla misurazione dei risparmi ottenuti, considerando anche le forme più adatte di incentivazione, appare quindi fondamentale per dare una spinta verso l’efficientamento del settore terziario”.

Ricostruzione top-down commercio al dettaglio in Italia

Grazie ai dati dell’Osservatorio Nazionale del Commercio è emerso che in Italia sono presenti, al 2020, 719.196 aziende che effettuano vendita al dettaglio, occupando in tutto una superficie pari a quasi 97 milioni di m2. Il commercio di abbigliamento e di prodotti alimentari si confermano come le forme di vendita più diffuse sul territorio nazionale con circa 385.000 strutture, pari a circa il 53% del totale, di cui oltre il 10% distribuite sul territorio lombardo.

Circa il 36% di tali esercizi si concentra in Lombardia, Lazio e Campania, con una superficie complessiva di quasi 32 milioni di m2, pari al 33% del totale nazionale.

In Campania sono presenti oltre 8 mila strutture in più della Lombardia, anche se la superficie occupata risulta inferiore di circa 5 milioni di m2 rispetto al territorio lombardo. Tali valori sono dovuti ad una maggiore distribuzione di esercizi di piccole e medie dimensioni nel territorio campano, infatti, circa il 59% delle strutture commerciali in Campania ha una classe dimensionale compresa tra i 50 m2 e i 150 m2.

Ricostruzione top-down commercio al dettaglio in Italia
prima stima dei consumi energetici sul settore terziario

Dall’analisi del “Commercio al dettaglio” si è cercato di stabilire un punto di riferimento per le possibili iniziative nel campo del risparmio energetico che attualmente sono diverse e difficilmente schematizzabili nel mondo del terziario.

La presente valutazione dei consumi va a integrare uno studio già effettuato da Rse nei precedenti periodi di ricerca che aveva consentito di determinare il fabbisogno di energia elettrica per il settore commerciale attraverso simulazioni energetiche dinamiche su un edificio rappresentativo di tale settore.

Tali simulazioni hanno fornito un indicatore del consumo elettrico medio pari a 283 kWh/ m2 anno, valutato in funzione della zona climatica e della destinazione d’uso (“commercio al dettaglio” in questo caso), che poi è stato applicato su tutto il territorio nazionale per gli esercizi con una metratura inferiore ai 300 m2, per focalizzarci sui negozi di dimensione medio-piccola.

Ricostruzione bottom-up per conoscere le caratteristiche energetiche delle imprese del “Commercio al dettaglio”.

Parallelamente all’attività descritta nel paragrafo precedente, l’Rse ha commissionato alla società GfK Italia, un’indagine avente l’obiettivo di conoscere le caratteristiche energetiche delle imprese del “Commercio al dettaglio”.

Tra queste è stato poi selezionato un campione di imprese aventi superficie inferiore a 300 m2 per focalizzare le analisi sui piccoli e medi negozi.

Figura 0 1
Figura 0 1- dettaglio dei prodotti venduti relativi al campione di imprese oggetto dell’indagine Rse

Come si nota, anche nell’universo Gfk le principali forme di vendita appartengono alle categorie dell’abbigliamento e dei prodotti alimentari, pari al 35% delle 255 imprese censite, molto simile alla distribuzione ottenuta su scala nazionale con il primo lavoro di ricostruzione.

Figura 0 2
Figura 0 2 Confronto fra la distribuzione geografica del campione di imprese facenti parte dell’universo GfK e la distribuzione sul territorio nazionale delle imprese operanti nel settore del commercio al dettaglio secondo dati Mise

Come si può vedere, in Figura 0‑2, l’analisi della distribuzione geografica conferma che il campione di imprese facenti parte dell’universo GfK è rappresentativo delle imprese presenti sul territorio nazionale.

In Tabella 0-1 si riportano i risultati dell’analisi Gfk in termini di consumo medio annuo di energia elettrica e tipologia commerciale.

Fra i negozi che, in media, consumano di più troviamo i negozi di prodotti alimentari e di servizi di telecomunicazioni, che si distinguono dagli altri comparti industriali per la molteplicità dei processi di lavorazione, la grande diversificazione dei prodotti e le relative quote di energia utilizzate per produrli, mentre fra quelli che consumano di meno troviamo i negozi che vendono prodotti elettronici/prodotti per la casa, di abbigliamento/tessili e di prodotti culturali (libri, giornali, cartoleria, videogiochi…), con processi di lavorazione meno energivori.

I valori di consumo così ricavati sono stati poi applicati su tutto il territorio nazionale in funzione della tipologia di negozio al fine di ottenere un consumo medio nazionale che possa essere confrontato con quello ricavato dall’analisi effettuata da Rse.

Tabella 0‑1 Consumi elettrici medi per tipologia di negozio e dimensione

Tipologia negozio Consumo medio annuo energia elettrica [kWh]
Superficie media

[0-100 m2]

Superficie media

[101- 150 m2]

Superficie media

[151-300m2]

Prodotti alimentari 12.773 25.000 40.000
Abbigliamento/tessili 5.027 10.000 15.000
Prodotti elettronici/prodotti per la casa 5.308 10.000 20.000
Servizi di telecomunicazioni 12.500 12.500 12.500
Prodotti sanitari/farmaceutici/medicinali 8.410 15.000 45.000
Combustibili/carburanti 7.999 15.000 25.000
Prodotti culturali (libri, giornali, cartoleria, videogiochi…) 4.654 10.000 15.000
Altro 6.189 15.000 30.000

 

Bibliografia

[1] ISPRA, «Annuario dei dati ambientali,» 2014.
[2] O. N. d. Commercio, «Tavole esercizi in sede fissa,» 2020. [Online]. Available: http://osservatoriocommercio.sviluppoeconomico.gov.it/Indice_SedeFissa.html.

 

 

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