Il progetto Chiesetta Laudato Si mira a risolvere una criticità diffusa in molte diocesi italiane: l’elevato costo di mantenimento della connessione alla rete elettrica per piccole cappelle e chiesette con utilizzo occasionale. Nella sola Diocesi di Torino, circa un centinaio di questi siti (su circa 500 punti di prelievo – Pod) presentano consumi elettrici nulli o molto bassi, ma sostengono costi fissi di mantenimento della rete e del contatore di circa 35-40 euro al mese, equivalenti ad almeno 400 euro all’anno, Iva inclusa. Questi costi hanno spesso portato alla chiusura o alla disattivazione dell’illuminazione interna ed esterna, lasciando siti di pregio artistico in condizioni di inutilizzo e a rischio degrado.
L’iniziativa, in linea con l’enciclica Laudato Si, da me coordinato ha avuto come obiettivo la drastica riduzione dei costi gestionali e il ripristino dell’illuminazione e della disponibilità energetica per eventi e cerimonie, attraverso l’impiego di fonti di energia rinnovabile, quindi un risparmio anche energetico rispetto a utilizzo da rete.
Caso pilota: la Cappella Madonna dei Boschi
L’applicazione pilota si è concentrata sulla Cappella Madonna dei Boschi a Buttigliera Alta (TO), un piccolo edificio storico dell’Ordine Mauriziano; non presidiato e gestito dalla parrocchia locale, contenente opere artistiche, inclusi dipinti e affreschi della scuola dello Jaquerio. Il sito, non riscaldato e normalmente chiuso, era utilizzato solo saltuariamente, portando alla scarsa valorizzazione delle opere e alla mancanza di presidio sulle condizioni generali e sugli impianti. L’aumento dei costi energetici aveva persino causato la disattivazione dell’illuminazione serale interna, impedendo l’ammirazione delle opere anche dall’esterno.
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Il progetto sperimentale, sviluppato dalla fondazione Links in collaborazione con esperti di energia e la Diocesi di Torino, ha dimostrato l’efficacia di una soluzione di alimentazione stand-alone (non connessa alla rete) abbinata a moderni sistemi digitali.
Il sistema sperimentale era composto da:
- generazione FV: un pannello fotovoltaico da 400Wp (sovradimensionato per i test, sufficiente uno da 200Wp per 3 giorni di autonomia)
- accumulo: due batterie al litio da 12V e 100Ah connesse in serie, per un generatore totale da 24V e 100Ah
- conversione: un inverter per trasformare la tensione continua a 24V in tensione alternata a 220V
- monitoraggio e controllo: un sistema basato su una scheda a microprocessore, sensori di corrente e tensione per lo stato di carica, e un attuatore (relè) per l’accensione/spegnimento; i dati e i comandi sono gestiti via server cloud.
Rinascita culturale e risparmio: solare stand-alone
Il sistema da dicembre 2024 ha fornito dati senza interruzioni anche in condizioni di stress test con irraggiamento minimo. Il controllo è avvenuto sia in configurazione automatica (orari predefiniti) che manuale da remoto tramite web. Sulla base dei risultati positivi, si è passati alla fase di industrializzazione finanziata dalla Diocesi di Torino. La soluzione è stata affinata nei componenti ed è gestita tramite una App preesistente (originariamente per illuminazione pubblica).
La soluzione industrializzata prevede:
Sulla base dei risultati positivi, si è passati alla fase di industrializzazione finanziata dalla Diocesi di Torino, a cura di R.V. Impianti specializzata nel settore, La soluzione è stata affinata nei componenti ed è gestita tramite una App preesistente (originariamente per illuminazione pubblica).
- impianto fotovoltaico stand-alone: dimensionato con opportuna capacità di batteria e potenza di picco del pannello (es. 400W-800W-2000W di inverter di stringa) per garantire carica anche in condizioni avverse
- monitoraggio e controllo avanzato: il sistema di controllo/monitoraggio (microprocessore, sensori, attuatori, modem) è pilotabile da remoto
- funzionalità remota: l’app dedicata consente la gestione da remoto dell’accensione/spegnimento dell’illuminazione interna a orari predefiniti e il monitoraggio energetico completo (con diagrammi di consumo) per manutentori.
I benefici e le prospettive economiche del progetto Chiesetta Laudato Si
L’impianto Fer ha permesso di organizzare celebrazioni ed eventi, garantendo l’uso quotidiano di illuminazione interna, proiezioni e audio, conferendo al luogo una nuova vitalità. L’accensione notturna ha restituito ai visitatori la possibilità di ammirare le bellezze dell’edificio e dei dipinti.
In termini economici, la soluzione industrializzata, che si prevede disponibile anche come kit per elettricisti locali, mostra un tempo di ritorno economico inferiore a tre anni su numeri significativi. Si tratta, in definitiva, di una soluzione a emissioni zero a disposizione delle parrocchie italiane e non solo, con la possibilità di future estensioni per l’integrazione con altri sistemi (es. apertura/chiusura del portone d’accesso).
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