Tutelare il prima possibile i servizi essenziali. Per questo Fise Unicircular sta per inviare una lettera al ministero dell’Ambiente in cui chiede l’avvio di una cabina di regia per gestire l’emergenza delle industrie del settore, come annuncia a Canale energia il presidente dell’associazione Andrea Fluttero. Necessità nasce dall’approvazione del DL Cura Italia senza gli emendamenti richiesti dal comparto della raccolta rifiuti, dichiarati necessari per proseguire in un momento di emergenza. “Non stiamo vendendo le materie prime seconde lavorate” spiega Andrea Fluttero, che ribadisce di non aver trovato molte risposte nell’interrogazione parlamentare a Costa di due giorni fa.“Questo comporta un aumento dei materiali in stallo oltre che un abbassamento di cash flow. E nelle nostre attività superare lo stallo previsto per legge senza deroghe autorizzative significa rischiare il penale”. Alcune regioni si sono attivate autonomamente autorizzando il 20% o il 30% in più rispetto l’attuale stoccaggio, “ma serve comunque un ok autorizzativo delle Arpa e sono procedure lente, ci vogliono mesi” sottolinea Fluttero, il cui comparto da mesi lamenta lentezze procedurali o eccessive velocità.
“E’ stato traumatico il recepimento del pacchetto di Direttive europee. Da novembre 2019 a gennaio 2020 c’è stata una folle velocità in cui si chiedeva agli stakeholder pareri un giorno per l’altro portando una rivisitazione del Dlgs 152 di cui non siamo in grado di giudicare gli effetti sull’impatto e sulle filiere” conclude Fluttero, un sistema di regole e leggi che ora, con la strozzatura del sistema sotto il peso dell’emergenza, vede limitare i margini di lavoro.

Senza contare le problematiche legate alla liquidità che attività essenziali come la raccolta e lo smaltimento della differenziata si trovano a dover gestire e per cui “non possiamo fare uso dei sistemi di cassa integrazione, in quanto siamo operativi. Non solo, siamo limitati nella turnazione del personale perché chi è specializzato, ma non ha la certificazione, non può operare su determinati impianti”.

“Su 6 milioni di tonnellate di carta e cartone raccolte, 4 vengono assorbiti da produzioni italiane ed europee, ma i due in esubero vanno fuori Europa. Ed è anche giusto così se pensiamo che il grosso della produzione avviene li. Ha senso che si usino materie riciclate dove c’è la produzione. Inoltre anche un pò inaspettatamente alcuni settori totalmente fermi ora nell’export come il tessile, stanno registrando un aumento dei conferimenti che non ci aspettavamo” evidenzia Fluttero “la quarantena ha spinto le persone a fare pulizia. Ma l’export della materia prima seconda che per il tessile è prevalentemente la Tunisia, ora è in totale stallo”.

Tutti temi su cui la situazione di emergenza chiede di fare chiarezza. Un’occasione per migliorare la qualità di lavoro del braccio operativo dell’economia circolare nel Paese.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.