tessile TEXTILE HUB PRATO
foto Pixabay

É la città di Prato, con la sua lunga tradizione nel riciclo tessile e più di sette mila aziende del settore, a presentare il primo progetto di Textile hub grazie anche alle risorse messe a disposizione dal Pnrr. L’investimento stimato è complessivamente di 18 milioni di euro, di cui 2,1 milioni di euro del Pnrr.
É stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’amministrazione comunale, la società di gestione dei servizi ambientali Alia, Gida, Confindustria Toscana nord, Confartigianato, Confederazione nazionale dell’artigianato e Next technology tecnotessile.

Il progetto

Il progetto parteciperà al bando ministeriale sull’economia circolare rivolto a soggetti pubblici e privati e finalizzato ad ottenere i fondi del Pnrr, per il quale c’è stata una proroga della scadenza fino alla seconda metà di marzo.

Il progetto realizzerà un impianto per il trattamento dei rifiuti tessili con una capacità di circa 34mila tonnellate all’anno.

“Prato è da sempre la città del tessile e la città dell’economia circolare, ha dichiarato a Pambianconews il sindaco Matteo Biffoni. La cernita e il riciclo degli stracci è origine del distretto e ne è il futuro. Quello che abbiamo sempre fatto è oggi una delle priorità dell’agenda europea ed è per Prato la strada dello sviluppo, con più lavoro e occupazione. La realizzazione dell’hub tessile è per il distretto fondamentale e lo dimostra l’unità di intenti di tutte le anime, dalle istituzioni agli imprenditori ai sindacati”.

La gestione dell’impianto

L’impianto sarà gestito da Alia, società pubblica dei rifiuti urbani, su un terreno di proprietà comunale in via di Baciacavallo, nella zona a sud della città.

Potranno essere selezioanti i rifiuti tessili sia pre che post consumo e, in questo modo, nel primo caso è garantito il tracciamento di circa la metà dei rifiuti prodotti dal distretto tessile pari a 14mila tonnellate annue, invece nel caso del post consumo, si potrà selezionare l’intero fabbisogno futuro della regione Toscana, stimato in 20mila tonnellate annue.

La tecnologia dell’impianto ad infrarossi

Nell’impianto sarà adottata una tecnologia innovativa ad infrarossi che, grazie a dei sensori ottici in grado di riconoscere le fibre e i colori, permetteranno di separare automaticamente i rifiuti tessili in entrata. In questo modo, si potranno destinare al processo di riciclo, che potrebbe arrivare fino al 94% dei rifiuti .

Per aumentare le quantità di riciclo dei materiali da trattare nel nuovo impianto, la società Alia vuole inoltre potenziare i servizi di raccolta differenziata già esistenti.

“Quella del riciclo, ha commentato Francesco Marini di Confindustria Toscana nord, è un’economia nuova, un modo innovativo di concepire la produzione: ma per il nostro distretto tessile è anche tradizione e competenze consolidate, che costituiscono un presupposto importante per inserirci con pienezza ed efficacia in questo filone. Non si tratta solo di una macrotendenza generale: per chi lavora nel tessile la richiesta di prodotti sostenibili, a cominciare da quelli realizzati con fibre riciclate, è la realtà di ogni giorno nelle nostre relazioni con la clientela”.

Il Next Generation Prato

Il “Next Generation Prato” è un documento di indirizzo, all’interno del quale si inserisce perfettamente il Textile hub. Con questo documento, il Comune e tutto il tessuto produttivo della città non vuole perdere l’opportunità offerta dal Pnrr, tanto più in un contesto in cui l’Italia ha deciso di anticipare a gennaio 2022 la raccolta differenziata dei tessili.

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