Grazie alla raccolta differenziata nel corso del 2018 a Milano si è riusciti a ottenere un riduzione di circa 350mila tonnellate di CO2, di tre milioni di metri cubi di acqua e di quasi duemila megawatt di energia elettrica. Questo quantitativo di risorse si traduce nel recupero equivalente di 14 milioni di felpe, 114 milioni di nuove bottiglie, tre milioni di chiavi inglesi, 419 milioni di scatole per scarpe, 224 mila panchine, 123 mila armadi e 209 mila caffettiere moka. E’ quanto emerge dai primi risultati del “contatore ambientale”, uno strumento introdotto a Milano da Comune, Amat, A2a Ambiente, Amsa, sviluppato da Conai in collaborazione con eAmbiente, che è in grado di quantificare i vantaggi legati alla raccolta differenziata. 

Come funziona

Ma nello specifico come funziona questo strumento? Tra gli elementi che l’analisi prende in considerazione ci sono: vita del materiale dal momento in cui diventa rifiuto (fino alla preparazione per la trasformazione in nuovo prodotto), materia prima da riutilizzare, o in nuova energia. Viene inoltre valutata la quantità di rifiuti raccolti e suddivisi nelle varie frazioni e tutti i passaggi sulle attività necessari per rigenerarli e renderli riutilizzabili in nuovi prodotti. Nello specifico, spiega una nota , si usano  i “dati relativi ai mezzi di trasporto e di movimentazione all’interno degli impianti, il relativo consumo di carburante, la produzione di ulteriori scarti, gli scarichi in acqua e le emissioni in aria dovuti ai processi di trattamento”.

Un set di indicatori

Per restituire in maniera sintetica e chiara il quadro relativo al livello di efficienza della raccolta differenziata i dati vengono elaborati attraverso un set di indicatori. Gli ambiti sono nello specifico: emissioni di CO2 risparmiate; minore consumo di acqua; energia elettrica non consumata;  ri-prodotti confezionati con materiale riciclato; materie prime vergini risparmiate per produrre nuovi oggetti.

Pile e accumulatori esausti, raccolta in aumento del 10%

Rimanendo in tema di gestione circolare dei rifiuti, sono stati diffusi in questi giorni i dati del Rapporto del Centro di Coordinamento Nazionale Pile e Accumulatori (CDCNPA), che tracciano una fotografia dell’andamento della raccolta e della corretta gestione delle pile e accumulatori portatili, industriali e per veicoli, a livello nazionale e regionale. Dal report emerge come, nonostante le batterie nuove immesse sul mercato nel 2018 siano leggermente diminuite rispetto al 2017, la raccolta ha registrato un incremento del 10%. Questo scenario ha influito positivamente anche sul tasso di raccolta. Questo parametro, che rappresenta nello specifico il rapporto tra rifiuti avviati al recupero e pile e accumulatori venduti, è passato dal 37% al 43%, di poco inferiore all’obiettivo europeo. In particolare, si legge in una nota, “sono stati avviati a recupero, infatti, 10.432.410 kg di rifiuti di pile e accumulatori portatili. Se si considerano le quantità complessive da quando il CDCNPA è operativo (2012), la raccolta è stata pari a circa 65 milioni di kg”. Altro dato rilevante è poi quello sugli accumulatori industriali e per veicoli: nel 2018 la raccolta è stata pari a 183.794 tonnellate, con un  aumento del 2,4% rispetto all’anno precedente.

Le innovazioni dal mondo delle aziende

Il tema del riciclo è anche uno dei settori al centro dell’attenzione del mondo delle startup che propongono soluzioni sempre più innovative e creative per promuovere paradigmi di consumo circolari e sostenibili. L’indiana Scarpshala, ad esempio, ricicla diverse tipologie di prodotto creando oggetti per l’ufficio, giochi per bambini, idee regalo o decorazioni per la casa e il giardino. Anthill, invece, altra startup indiana,  sfrutta i pneumatici fuori uso  per costruire parchi giochi per i bambini meno fortunati.

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