“Il tema dell’economia circolare è un tema etico quando parliamo di materie prime critiche, ma è anche necessario porsi criticamente di fronte al problema” così Giovanni Brussato esperto di Amici della Terra sottolinea a Canale Energia a margine della XVII Conferenza nazionale sull’efficienza energetica come l’essere ancora una economia lineare fa sì che l’estrazione delle materie prime critiche sia necessaria. E l’estrazione che siano fossili o materie prime è una operazione ad alto impatto ambientale. Una necessità che va in contrasto con i dettami del Green Deal europeo che spinge verso tecnologie ad alto uso di materie prime critiche, condannando però azioni ad alto impatto ambientale.
Tutte le opzioni per contenere questo impatto vanno considerate come il ruolo che potrebbero giocare le discariche minerarie e l’approccio dell’economia circolare in genere ma che non basta per rispondere alla domanda per cui diventa necessario estrarre. Il tema del recupero ambientale è centrale, e intanto l’Italia si è dotata di un piano di esplorazione mineraria.
La sicurezza delle miniere e le ripercussioni nel mercato
Il tema della sicurezza è un altro aspetto centrale della filiera di approvvigionamento delle materie prime critiche. Un aspetto per cui aumenta la complessità dei mercati e della disponibilità. Vediamo su questo quanto accaduto in Zambia che a seguito del crollo di una miniera ha chiuso le esportazioni.
Il ruolo ancora di nicchia del deep sea mining
In questo scenario c’è poco spazio per il deep sea mining sia per questioni economiche poco competitive che un tema forte di carattere ambientale.
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“Stiamo parlando di noduli, perchè altri aspetti del deep sea mining sono ancora una frontiera” chiarisce Brussato (nel video l’intervista completa). I primi trattamenti in questo caso si fanno sulle navi con riversamenti in acqua dei fanghi rischiando di causare danni ambientali. Anche qui è un tema di costi portare questi fanghi a dei centri di trattamento, mentre l’impatto sull’ambiente è un costo che paghiamo tutti, ma con cambiali di lunga scadenza e pertanto talvolta sottovalutate.
Recupero della fibra di carbonio
“La rigenerazione delle risorse è uno degli asset strategici del Gruppo Hera per contribuire all’economia circolare dei territori. In questo scenario l’impianto Fiber a Imola riesce a recuperare e rigenerare la fibra di carbonio” Marco Santin Herambiente Servizi Industriali. Un elemento strategico per settori come aerospazio, automotive e nautico, che ad oggi vive un’economia lineare cioè senza una opportunità di recupero, che fino ad oggi non c’era.
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