La presenza massiccia di rifiuti in plastica negli oceani è una questione ampiamente dibattuta a livello mondiale. Tanti sono gli studi in cui si sottolinea l’urgenza di intervenire per contrastare questo fenomeno che non accenna ad arrestarsi e anzi sta crescendo in maniera esponenziale. Una delle ultime ricerche in ordine di tempo è quella pubblicata a inizio aprile sulla rivista Science Direct dal Plymouth Marine Laboratory che riguarda in particolare il danno economico causato dal danneggiamento dell’ecosistema marino.

Danni economici per pesca e acquacoltura

Questo studio, intitolato Global ecological, social and economic impacts of marine plastic e coordinato da Nicola Beaumont del Plymouth Marine Laboratory, pone l’accento sulla necessità di andare oltre gli effetti negativi su flora e fauna marina contestualizzando la problematica dell’inquinamento da plastica in una dimensione olistica. In questo senso la sfida è quella di tematizzare, oltre agli aspetti ambientali anche quelli economici e sociali legati al danno causato ai servizi ecosistemici offerti dagli oceani. Un ecosistema marino inquinato si ripercuote infatti anche sulla qualità della pesca, dell’acquacoltura e delle attività ricreative che si svolgono in mare, con una perdita economica legata a questi servizi che la ricerca quantifica tra l’1 e il 5%.

Nello specifico il costo per ogni tonnellata di rifiuto plastico presente nell’ecosistema marino sarebbe di 2,5 dollari per tonnellata ogni anno. Numeri importanti se si pensa che ogni anno ammonta a circa 8 milioni di tonnellate la quantità di rifiuti in plastica che viene immessa negli Oceani. “Sappiamo che dobbiamo fare più ricerche per perfezionare i dati, ma siamo convinti che siano una sottostima dei costi reali per la società umana globale”, ha affermato Beaumont.

L’UE e i Puffi insieme contro l’inquinamento dei mari

Il tema dell’inquinamento marino è da sempre una delle questioni al centro dell’agenda UE. Tra le tante iniziative promosse, l’ultima in ordine di tempo è un accordo, firmato a metà aprile, tra la Commissione europea e la società “International Merchandising Promotions & Services” (Imps), che detiene i diritti dei popolari “Puffi”. Grazie a questa collaborazione l’immagine dei famosissimi ometti blu sarà usata per la promozione dell’edizione 2019 della campagna mondiale dell’UE per la pulizia delle spiagge. Si tratta di “una forma unica di partenariato pubblico-privato per la conservazione degli oceani e la sensibilizzazione, che prevede l’utilizzo gratuito di illustrazioni dei Puffi sui social media e sul web nonché il branding di materiale promozionale personalizzato da usare durante le attività di pulizia delle spiagge in tutto il mondo”, come si legge in una nota della Commissione europea.

Inquinamento marino, problema urgente

Non abbiamo un oceano B, così come non abbiamo un pianeta B“, ha affermato, come si legge in nota, João Aguiar Machado, direttore generale per gli affari marittimi e la pesca presso la Commissione europea, in occasione della firma dell’accordo lo scorso 17 aprile. “L’inquinamento marino è uno dei problemi ambientali più urgenti, in Europa ma certamente anche nel resto del mondo. Grazie ai Puffi, abbiamo trovato un partner che può aiutarci condividere nel mondo i nostri valori e le nostre priorità“.

I Puffi sono sempre stati portatori di nobili valori“, ha sottolineato Véronique Culliford, figlia del creatore dei Puffi Peyo e presidente di Imps. “Grazie a questa partnership con l’Unione europea, saremo in grado di condividere ideali comuni. I Puffi possono anche avere piccole dimensioni, ma possono fare una grande differenza nel lavorare affinché il nostro mondo rimanga un posto piacevole in cui vivere. Quindi puffiamo insieme per un futuro più luminoso!“.

La Giornata internazionale della pulizia delle coste

L’accordo tra la Commissione Europea e l’azienda che gestisce i puffi si inserisce nel quadro della collaborazione tra la Commissione europea e il Servizio europeo per l’azione esterna (Seae) che dal 2018 organizzano insieme una campagna di pulizia delle spiagge a livello mondiale in occasione della Giornata internazionale della pulizia delle coste (21 settembre). In quella data le delegazioni Ue in tutto il mondo e le proprie rappresentanze negli Stati membri saranno invitate a organizzare eventi di pulizia delle spiagge con la collaborazione di organizzazioni locali e scuole.

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