Il tema della lotta all’inquinamento da plastica è uno dei temi al centro delle agende green mondiali.

Diverse sono le cause di inquinamento da questo materiale prima fra tutte un abbandono improprio, ma in alcuni casi l’utilizzo di materiali plastici per attività industriali crea involontari residui che finiscono in mare. la direttiva europea sulla plastica monouso identifica la responsabilità di fatto al produttore attraverso quella che viene chiamata la Extended producer responsability.

Acquacoltura quanto impatta nell’ambiente e cosa fare per correggere il tiro

Una delle cause della dispersione di plastica ad esempio è l’acquacoltura. Su questo a Ravenna è svolta oggi, 22 novembre, una tavola rotonda con 10 stakeholder locali selezionati nell’ambito del progetto europeo LOOP Ports, finanziato da EIT Climate-KIC, la community europea sui cambiamenti climatici.

Secondo uno studio di Legambiente sul Marine for Litter  il 75% della plastica usata per la mitilicoltura (le cosiddette calze) viene disperso in mare diventando poi microplastica la cosiddetta “plastic soup”. L’indagine rispetto l’Emilia Romagna punta l’attenzione su Porto Garibaldi (FE) “le calze di plastica per la coltivazione dei mitili sono risultate l’80% dei rifiuti rinvenuti in sei mesi (oltre 20mila retine su 26.112 rifiuti censiti)”. La regione sta cercando di affrontare la problematica guardando all’intera filiera del comparto così da favorire pratiche virtuose a più livelli.

Realizzare nuovi prodotti dal riciclo: il cemento

L’azienda americana TechniSoil Industrial ha messo a punto una soluzione per riciclare plastica e produrre cemento green. Una prima sperimentazione e stata realizzata presso l’università della California a San Diego e altre due iniziative verranno realizzate entro il 2019.

Il sistema riesce inoltre a riciclare l’intera superficie stradale per poi incorporarlo nel nuovo cemento, mentre in precedenza erano riciclabili solo gli strati inferiori del veivolo. Secondo l’azienda la riduzione delle emissioni nei processi di produzione di questo cemento green è del 90%.

Il supermercato Tesco e gli imballaggi di plastica

Il noto brand di supermercati inglesi Tesco si è impegnato a eliminare 1 miliardo di imballaggi in plastica dai suoi punti vendita nel Regno Unito entro la fine del 2020. L’azienda entro quest’anno arriverà a eliminare tutti i materiali difficilmente riciclabili dai packaging dei prodotti a marchio del supermercato.

Coca cola, il marchio che produce più rifiuti in plastica

La plastic soup al sapore di Coca Cola. A fine ottobre movimento globale “Break free from plastic” ha effettuato delle valutazioni da cui è emerso come Coca cola sia il brand che produce più rifiuti plastici a livello mondiale.

Circa 72 mila volontari hanno infatti raccolto i rifiuti presenti sulle spiagge di 50 Paesi in sei continenti e hanno contato 11 mila rifiuti in plastica provenienti da imballaggi di prodotti a marchio Coca Cola. Il colosso del beverage ha più volte ribadito la sua grande attenzione a investimenti in packaging con materiale riciclato.

Print Friendly, PDF & Email
Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.