Il Carnevale è ormai alle porte. Tra pochi giorni le città saranno invase dai mille colori di maschere, coriandoli, stelle filanti e dal profumo invitante di chiacchiere e tortelli alla crema. Tuttavia, come ha spiegato a Canale Energia Barbara Molinario, presidente dell’associazione non profit Road to green 2020, anche durante questa festa è importante ricordarsi di tutelare l’ambiente, adottando una serie di piccoli accorgimenti tanto semplici quanto efficaci. “Non sprecare è una regola che vale sempre, non solo a Carnevale. Tuttavia durante questo momento dell’anno è ancora più importante ricordarsi di tutelare il nostro pianeta. Tantissimi sono infatti gli oggetti utilizzati per i festeggiamenti che vengono letteralmente gettati via e che invece dobbiamo imparare a usare in modo green”.

Entriamo nel dettaglio. Quali sono le regole d’oro per un Carnevale a basso impatto ambientale? 

Se non possiamo evitare di acquistare i coriandoli, dobbiamo almeno scegliere quelli non in plastica. Ultimamente purtroppo sono molto diffusi i coriandoli realizzati in questo materiale, perché hanno colori più vividi e sono più apprezzati dai consumatori. Tuttavia il fattore di inquinamento di questi coriandoli è molto maggiore rispetto a quelli in carta. Basti pensare al fatto che i coriandoli di plastica impiegano circa 500 anni per essere riassorbiti nell’ambiente. Il consiglio è, dunque, quello di prediligere la carta o di produrre i coriandoli in casa usando quelle macchinette da ufficio e vecchi libri che i bambini stessi hanno colorato. Un’altra valida opzione è quella di ricorrere a carta che sarebbe andata comunque in pattumiera. Per quanto riguarda, invece, il sacchetto di plastica dove i coriandoli sono contenuti, il consiglio è quello di conferirlo in maniera corretta nel momento in cui dobbiamo buttarlo, lasciandolo negli appositi contenitori per il riciclo della plastica.

Una volta che i coriandoli sono per le strade, quali iniziative possiamo prendere?

Diciamo che se ognuno di noi si prendesse cura del pezzetto di strada davanti casa tutta la città sarebbe più pulita. Il concetto è che ognuno di noi deve cercare di pulire almeno quello che ha sporcato. Detto questo un’alternativa al coriandolo, che risulta molto difficile da pulire, è rappresentata dall’uso di stelle filanti che sono invece più semplici da raccogliere una volta utilizzate.

Passiamo ai vestiti di carnevale. Come possiamo scegliere quelli più in linea con l’ambiente?

È molto importante riciclare i vestiti di Carnevale, evitando di andare a comprare vestiti nuovi. Una valida opzione a disposizione delle mamme è quello dello scambio dei costumi di carnevale con altre mamme oppure la realizzazione del travestimento in casa. In questo modo si contribuisce anche a stimolare la creatività e la fantasia dei bambini. Non è infatti necessario andare a comprare per forza la maschera dell’ultimo supereroe. Se, invece, si decide di acquistare il vestito, allora il consiglio è di fare attenzione ai prodotti che costano poco. In generale un prezzo basso identifica un prodotto usa e getta. Questi indumenti spesso sono realizzati in modo non etico. Inoltre in caso di abiti che costano poco, non pensati per essere riutilizzati, è opportuno effettuare il conferimento negli appositi contenitori dei rifiuti. Purtroppo ad oggi questi vestiti vanno ancora a finire nella bidone dell’indifferenziato. In Italia ricicliamo infatti pochissimo i tessuti, siamo su una percentuale che non supera il 2%.

E per i trucchi?

La regola da seguire è quella di scegliere trucchi che non contengano agenti chimici. Questo sia perché i prodotti usati per produrre questi cosmetici inquinano, sia perché queste sostanze possono essere dannose per la pelle. Il consiglio è quello di leggere attentamente le etichette ed evitare tutti quei prodotti venduti a 1 euro che contengono elementi derivati dal petrolio e coloranti non testati.

Passiamo infine ai dolci di Carnevale. Come possiamo essere green anche su questo fronte?

Il consiglio è quello di utilizzare dei prodotti a km 0 per la realizzazione dei dolci, prediligendo quelli che derivano da agricoltura biologica. Ad esempio un alimento molto usato in questo periodo sono le uova, impiegate per la preparazione delle famosissime chiacchiere, ma anche per le creme, le crostate o le zeppole di San Giuseppe. È importante stare attenti alle etichette e acquistare prodotti che derivano da allevamenti etici. Le aziende sono infatti obbligate a scrivere sulle etichette dove vengono allevate le galline.

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Monica Giambersio
Giornalista professionista e videomaker con esperienze in diverse agenzie di stampa e testate web. Laurea specialistica in Filosofia, master in giornalismo multimediale. Collaboro con Gruppo Italia Energia dal 2013.