L’architettura dell’emergenza si fa di carta: nasce “PaperHOUSE for refugees”

Dalla collaborazione tra Qwarzo e l’Accademia SantaGiulia di Brescia, un workshop per ripensare l’abitare temporaneo

In un’epoca segnata da migrazioni forzate, conflitti e crisi climatiche, la casa non è più solo un luogo fisico, ma una risposta urgente a un bisogno di dignità e sicurezza. È questo il cuore di “PaperHOUSE for refugees”, il workshop nato dalla sinergia tra l’azienda tecnologica Qwarzo e l’Accademia di Belle Arti SantaGiulia di Brescia.

Il progetto ha sfidato venti studentesse del corso di Didattica dell’Architettura degli Interni a progettare soluzioni abitative temporanee capaci di resistere a condizioni estreme, utilizzando un materiale apparentemente fragile: il cartone.

La rivoluzione del “Cartone Minerale”

Il segreto della resistenza di queste strutture risiede in Qwarzo®, un coating (rivestimento) brevettato a base minerale. Questa tecnologia permette al cartone ondulato riciclato di acquisire proprietà straordinarie:

  • Resistenza superiore: Protezione da acqua, umidità, oli e calore.

  • Sostenibilità totale: Il materiale rimane al 100% riciclabile e compostabile.

  • Performance meccaniche: Una solidità che permette al cartone di uscire dal mondo del packaging per entrare in quello dell’architettura strutturale.

Il modulo: 10 metri quadri per ricominciare

L’obiettivo affidato alle studentesse è stato concreto: ideare un modulo abitativo di circa 10 m² destinato a rifugiati e sfollati. I requisiti? Facilità di trasporto, rapidità di montaggio e modularità.

Il progetto non guarda alla casa come a un oggetto isolato, ma come a un sistema aggregabile: i moduli possono essere uniti per creare piccoli insediamenti, spazi comuni e luoghi di relazione, trasformando l’emergenza in una nuova forma di convivenza organizzata.

“L’emergenza abitativa pone una sfida che è insieme sociale, progettuale e tecnologica,” spiega Luca Panzeri, CTO e Fondatore di Qwarzo. “Vogliamo esplorare come i materiali in fibra, funzionalizzati con la nostra tecnologia, possano offrire risposte reali dove rapidità e resistenza devono convivere.”

Dello stesso avviso Enrico Gastaroba, docente dell’Accademia SantaGiulia: “PaperHOUSE nasce come esercizio di progettazione responsabile. Abbiamo messo le studentesse di fronte a temi reali di fragilità sociale, cercando un equilibrio tra rapidità costruttiva e qualità dello spazio.”

Dalla teoria alla pratica: il percorso didattico

Il workshop, conclusosi oggi con la presentazione dei progetti finali, ha seguito un iter rigoroso:

  1. Analisi tecnica: Studio del coating Qwarzo® e delle sue applicazioni (ispirandosi a casi reali come la Nido House o le installazioni di Piazza Liberty a Milano).

  2. Ecodesign: Una riflessione profonda sull’economia circolare e sulla necessità di ripensare l’intera filiera produttiva.

  3. Progettazione: Cinque gruppi di lavoro hanno sviluppato altrettante visioni di “casa di carta”, che saranno rese pubbliche nei prossimi mesi.

Perché è importante

In scenari come Gaza o le aree colpite da eventi climatici estremi, la velocità d’intervento è tutto. Dimostrare che il cartone, opportunamente trattato, può diventare un materiale chiave per l’edilizia d’emergenza apre scenari inediti per la cooperazione internazionale e la sostenibilità urbana.


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