La seconda vita degli scarti vegetali è un business green

I risultati del progetto europeo Enabling. E' on line il mensile di Canale Energia

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puglia-fichi di india EnablingPale di fichi d’India, vinaccia d’uva, sansa di olive, e ancora, noccioli, bucce, scarti di potature e di boscaglia. Non è la formula di un incantesimo di Natale, ma un elenco di materia prima di origine naturale e rinnovabile che è alla base di un’industria di composti per la farmaceutica, la veterinaria, il tessile e anche la cosmesi. Il presente, e il futuro, di molte eccellenze italiane ed europee.

Individuare l’effettiva potenzialità del mercato e mettere a punto strumenti di business per valorizzare questo patrimonio è stato l’obiettivo del progetto europeo Enabling, che apre il mensile di novembre di Canale Energia. Un anello di congiunzione nella filiera agricola e industriale in grado di far fare un altro giro all’economia circolare in nome della bioeconomia.

mensile novembre 2020
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Conclusosi questo novembre dopo tre anni di attività, Enabling ha messo a segno diversi risultati “molto soddisfacenti” come spiega a Canale energia Matteo Monni, vicepresidente Itabia, Italian biomass association, capofila del progetto europeo con Federunacoma, Federazione nazionale costruttori macchine per l’agricoltura. “Come prima azione abbiamo effettuato un’analisi a livello territoriale sui 13 paesi coinvolti. I dati hanno dimostrato che la materia prima c’è e in numero significativo. Il che identifica un segmento di mercato esistente e di interesse anche economico. La difficoltà è recuperare questa materia con criteri efficienti e a costi contenuti, salvaguardandone i livelli qualitativi. Una volta fatte queste due operazioni abbiamo elaborato gli strumenti per mettere insieme domanda ed offerta”. Il risultato di questo incrocio di banche dati è fruibile on line sul sito del progetto ed ha permesso di mettere in rete produttori di scarti organici e industrie per la lavorazione.

Inoltre abbiamo fatto un lavoro di inquadramento di buone pratiche, facendo una ricerca a livello territoriale mirata volta a individuare le imprese che operano nella bioeconomia” lo sguardo ha escluso scientemente la bioenergiaanche se rientra pienamente nella economia circolare” proprio per guardare alle possibilità della bioeconomia. Un contesto in cui l’Italia ha è risultata, numeri alla mano, essere un paese molto virtuoso.

Le potenzialità del mercato della bioeconomia nell’economia circolare individuate da Enabling

Le opportunità per il settore sono diverse e offrono un mercato interessante. Già solo se consideriamo il costo dello smaltimento di questo materiale vegetale, ci rendiamo conto del vantaggio economico che ha dargli una seconda, e in alcuni casi, terza vita. “Sul piano europeo si tratta di 350milioni di tonnellate di residui annui da smaltire” spiega Monni. “In alcuni casi l’azienda trasformatrice preleva a sue spese il materiale”.

I punti deboli del sistema

Nonostante ciò il sistema presenta dei punti deboli: “manca la capacità di far circolare questo nuovo modo di vedere l’economia. Ci vorrebbe a mio avviso più conoscenza di queste tecnologie. Si tratta di una rivoluzione culturale per accedere a quella che è una rivoluzione economica vera e propria. Serve investire in ricerca e in divulgazione e conoscenza. A questo si aggiunge la pesantezza di alcuni iter autorizzativi e di definizione dei sottoprodotti. Fare chiarezza nel quadro normativo è fondamentale. Un altro aspetto centrale è quello degli incentivi che nel settore mancano e invece potrebbero aiutare a formare un valore industriale strategico per la transizione energetica”.

Insomma basterebbe davvero poco per dare forza a un settore sempre più strategico, senza scivolare… su una buccia di banana.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.