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Lo scorso 30 marzo, la Commissione europea ha presentato un pacchetto di proposte relative al Green Deal europeo per rendere i prodotti sostenibili, promuovere modelli di business circolari e responsabilizzare i consumatori in un’ottica di transizione verde.

Tutte le regole proposte dalla Commissione UE

Le nuove regole proposte mirano a rendere quasi tutti i beni fisici circolari ed efficienti dal punto di vista energetico per tutto il loro ciclo di vita, dalla fase di progettazione alla fine del ciclo di vita.

Presentata anche una nuova strategia che renderà i prodotti tessili più durevoli, riparabili, riutilizzabili e riciclabili, per affrontare il fast fashion, i rifiuti tessili e la distruzione dei prodotti tessili invenduti, e garantire che la loro produzione avvenga nel pieno rispetto dei diritti sociali.

Una terza proposta mira a rafforzare il mercato interno dei prodotti da costruzione e a garantire che il quadro normativo in vigore sia adatto a far sì che l’ambiente costruito raggiunga i nostri obiettivi di sostenibilità e di clima.

Il pacchetto comprende anche una proposta su nuove regole rivolte soprattutto ai consumatori, in modo che siano meglio informati sulla sostenibilità ambientale e tutelati contro il greenwashing.

Rendere i prodotti sostenibili grazie alla progettazione ecologica

La proposta di un regolamento sulla progettazione ecologica dei prodotti sostenibili si occupa della progettazione dei prodotti, che determina fino all’80% dell’impatto ambientale del ciclo di vita di un prodotto.

Stabilisce nuovi requisiti per rendere i prodotti più durevoli, affidabili, riutilizzabili, aggiornabili, riparabili, più facili da mantenere, ristrutturare e riciclare, ed efficienti dal punto di vista energetico e delle risorse.

Tutti i prodotti regolamentati avranno un passaporto digitale del prodotto che faciliterà la tracciabilità delle sostanze preoccupanti lungo la catena di fornitura. Può essere introdotta anche l’etichettatura. La proposta contiene anche misure per porre fine alla distruzione dei beni di consumo invenduti, così come espandere gli appalti pubblici verdi e fornire incentivi per i prodotti sostenibili.

Ecodesign ed etichettatura energetica

La proposta estende l’attuale quadro di Ecodesign in due modi: primo, per coprire la più ampia gamma possibile di prodotti; secondo, per ampliare la portata dei requisiti a cui i prodotti devono essere conformi.

Insieme a questa proposta, la Commissione ha anche adottato un piano di lavoro per la progettazione ecocompatibile e l’etichettatura energetica 2022-2024 per coprire i nuovi prodotti legati all’energia, aggiornare e aumentare l’ambizione per i prodotti che sono già regolamentati, come misura di transizione fino all’entrata in vigore del nuovo regolamento. Si rivolge in particolare all’elettronica di consumo: smartphone, tablet, pannelli solari.

Prodotti tessili sostenibili e circolari: la Strategia europea per il tessile

Il consumo europeo di prodotti tessili ha il quarto maggiore impatto sull’ambiente e sul cambiamento climatico, dopo il cibo, le abitazioni e la mobilità. È anche la terza area di consumo più alta per l’uso di acqua e terra e la quinta per l’uso di materie prime primarie.

La strategia dell’UE per il tessile sostenibile e circolare stabilisce le azioni concrete per garantire che entro il 2030 i prodotti tessili immessi sul mercato dell’UE siano durevoli e riciclabili, fatti il più possibile di fibre riciclate, privi di sostanze pericolose e prodotti nel rispetto dei diritti sociali e dell’ambiente.

In un settore tessile competitivo, resiliente e innovativo, i produttori devono assumersi la responsabilità dei loro prodotti lungo la catena del valore, anche quando diventano rifiuti. In questo modo, l’ecosistema tessile circolare sarà guidato da capacità sufficienti per il riciclaggio innovativo da fibra a fibra, mentre l’incenerimento e lo smaltimento in discarica dei tessili devono essere ridotti al minimo.

Le misure specifiche sul tessile

Le misure specifiche sul tessile comprendono: requisiti di ecodesign per i prodotti tessili, informazioni più chiare, un passaporto digitale dei prodotti e un sistema obbligatorio di responsabilità estesa del produttore nell’UE. Previste anche misure per affrontare il rilascio involontario di microplastiche dai prodotti tessili, garantire l’accuratezza delle dichiarazioni verdi, e promuovere modelli di business circolari, compresi i servizi di riutilizzo e riparazione.

La strategia affronta il fast fashion, invitando anche le aziende a ridurre il numero di raccolte all’anno, ad assumersi la responsabilità e ad agire per ridurre al minimo la loro impronta di carbonio e ambientale e, gli Stati membri ad adottare misure fiscali favorevoli per il settore del riuso e della riparazione.

La Strategia della Commissione mira a creare un percorso di transizione per l’ecosistema tessile e a rafforzare anche la capacità di resistere sia alla competizione globale che a futuri shock che potrebbero mettere a repentaglio la sua sopravvivenza a lungo termine.

I prodotti da costruzione del futuro avranno nuovi requisiti

L’ecosistema della costruzione rappresenta quasi il 10% del valore aggiunto dell’UE e impiega circa 25 milioni di persone in oltre 5 milioni di imprese.
L’industria dei prodotti da costruzione conta 430mila aziende nell’UE, con un fatturato di 800 miliardi di euro. Queste sono principalmente piccole e medie imprese, risorsa economica e sociale chiave per le comunità locali nelle regioni e città europee.

Gli edifici sono responsabili di circa il 50% dell’estrazione e del consumo di risorse e più del 30% dei rifiuti totali generati ogni anno nell’UE. Inoltre, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo energetico dell’UE e del 36% delle emissioni di gas serra legate all’energia.

Dunque, la revisione del regolamento sui prodotti da costruzione rafforzerà le norme del 2011, creando un quadro per valutare e comunicare le prestazioni ambientali e climatiche dei prodotti da costruzione.
I nuovi requisiti di prodotto garantiranno che la progettazione e la fabbricazione dei prodotti da costruzione siano più durevoli, riparabili, riciclabili e più facili da rifare.

La creazione di standard europei comuni

La revisione del regolamento renderà più semplice per gli organismi di standardizzazione creare standard europei comuni. Il fine ultimo è rendere più chiare per gli operatori economici lungo la catena di approvvigionamento le regole e la sorveglianza. Infine il regolamento rivisto, offrirà soluzioni digitali per ridurre gli oneri amministrativi, in particolare per le Pmi, tra cui una banca dati dei prodotti da costruzione e un passaporto digitale dei prodotti.

Il vicepresidente esecutivo per l’European Green Deal, Frans Timmermans ha detto: “È ora di porre fine al modello “prendi, fai, rompi e butta via” che è così dannoso per il nostro pianeta, la nostra salute e la nostra economia. Le proposte di oggi garantiranno che solo i prodotti più sostenibili siano venduti in Europa. Permettono ai consumatori di risparmiare energia, riparare e non sostituire i prodotti rotti, e fare scelte ambientali intelligenti quando acquistano prodotti nuovi. Questo è il modo in cui riportiamo l’equilibrio nel nostro rapporto con la natura e riduciamo la nostra vulnerabilità alle interruzioni delle catene di approvvigionamento globale”.

Il commissario per il mercato interno Thierry Breton ha detto: “I consumatori europei si aspettano giustamente prodotti più ecologici e più duraturi. Più sostenibilità ed efficienza delle risorse significano anche più resilienza quando una crisi interrompe le nostre catene di approvvigionamento industriale. Sfruttando il potenziale del mercato unico, utilizzando al meglio gli strumenti digitali e migliorando la sorveglianza del mercato, massimizzeremo le opportunità sia per le imprese che per i consumatori. Una maggiore efficienza delle risorse e dell’energia nei settori dell’edilizia e del tessile, in particolare, genererà posti di lavoro altamente qualificati in tutta Europa”.

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