La gestione dei rifiuti è sotto analisi dell’Unità ETS (I): Coordinamento delle Politiche, Mercati Internazionali del Carbonio presso la Commissione Europea DG CLIMA.
“Nella nostra valutazione d’impatto, stiamo esaminando diverse opzioni, incluse varie attività di gestione dei rifiuti, tenendo conto del fatto che già oggi abbiamo un quadro disomogeneo di come il settore sia incluso nel sistema ETS.” Afferma il Capo unità Mette Quinn, nel corso dell’evento “Circularity in practice: ensuring policy effectiveness, realism and the right market“, organizzato da A2A, Assoambiente e FEAD a Milano. “Per ciascuna opzione, è necessario valutare il potenziale di riduzione delle emissioni, gli effetti sul mercato interno, l’allineamento con la gerarchia dei rifiuti, il rischio di deviazione verso le discariche e/o le esportazioni, l’integrità ambientale, la solidità del sistema MRV e le opzioni di abbattimento. Tuttavia, una cosa è certa: se una delle opzioni dovesse essere inclusa, saranno fondamentali misure complementari”.
D’altronde il nuovo Clean Industrial Deal pone la circolarità come elemento chiave della strategia di crescita dell’Europa e sottolinea la necessità di ridurre la dipendenza eccessiva dai paesi terzi.
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gestire il cambiamento
“Dobbiamo migliorare l’attrattività economica dell’economia circolare” ha sottolineato Aurel Ciobanu-Dordea, direttore per l’Economia Circolare presso la Commissione Europea, ha presentato il Circular Economy Act, sottolineando Al momento non è ancora adeguatamente valorizzata nei mercati globali. Per questo dobbiamo migliorare il mercato unico ma anche integrare l’economia circolare nell’agenda strategica più ampia. Le aziende e i consumatori devono vedere sia i vantaggi in termini di prezzo che quelli in termini di carbonio dei materiali riciclati.”
Il dibattito ha esaminato come mettere in pratica la circolarità in modi efficace, realistico e in linea con le esigenze del mercato alla luce anche dei due dossier dell’UE citati: il Circular Economy Act e la revisione del sistema di scambio di quote di emissioni dell’UE per l’incenerimento dei rifiuti.
“Perché le imprese possano investire in nuovi impianti, ricerca e tecnologie, è fondamentale disporre di un quadro normativo stabile, chiaro e coerente” ha dichiarato Roberto Tasca Presidente di A2A.
“L’Italia è all’avanguardia a livello europeo nelle performance di riciclo, ma allo stesso tempo rimane frenata dalle proprie debolezze strutturali e necessita di trasformare questa leadership in una strategia industriale in grado di guidare il Paese verso una maggiore indipendenza dalle importazioni dall’estero di materie prime ed energia e verso la riduzione delle emissioni, in linea con gli obiettivi UE” ha sottolineato Chicco Testa, presidente Assoambiente. “Per fare ciò, l’economia circolare non può più essere considerata una mera opzione ambientale, ma deve essere costituire un pilastro delle politiche economiche e industriali a vantaggio della competitività e della sostenibilità del sistema produttivo“.
“I politici devono comprendere la realtà del nostro settore” incalza Claudia Mensi, Presidente di FEAD. “Perché l’Europa possa avere successo nei suoi obiettivi di economia circolare, le aziende di gestione dei rifiuti devono essere supportate e incoraggiate, non rallentate da regole che non riflettono il mondo reale.”
L’impegno di A2A, Assoambiente e FEAD è di lavorare con le istituzioni dell’UE e le autorità nazionali per garantire che le politiche future portino progressi tangibili nell’economia circolare europea.
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