Biometano da rifiuti organici, l’impianto Hera di Santa’Agata Bolognese

Nella struttura vengono trattate 100 mila ton di frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata e 35 mila ton di rifiuti da sfalci e potature di parchi e giardini

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Da discarica a impianto di riciclo del rifiuto organico per la produzione di biometano ad uso trasporti. E’ l’evoluzione che ha subito il sito di Sant’Agata Bolognese, dove Gruppo Hera ha inaugurato nel 2018 una struttura in cui si ottiene biogas dalla digestione anaerobica della frazione organica dei rifiuti solidi urbani (Forsu) e, a seguito di una fase di upgrading, biometano per l’autotrazione da immettere nella rete Snam. Un modello virtuoso che fa ‘toccare con mano ai cittadini’ i vantaggi di un approccio circolare ai rifiuti.

Nella foto Stefano Ghetti

Un esempio virtuoso di economia circolare

L’impianto si inserisce perfettamente in una visione circolare incentrata sull’utilizzo delle risorse e sul recupero dai rifiuti di materia e dei flussi energetici“, ha spiegato Stefano Ghetti, responsabile della business unit compostaggio e digestori di Hera Ambiente. “In questo modo gli scarti delle nostre cucine e delle nostre mense, attraverso una serie di processi mirati, ritornano alla comunità sia come compost per l’uso agricolo sia come biometano per il settore dell’autotrasporto”. 

Da aprile 2019, in particolare, a Bologna, 4 autobus e 20 taxi viaggiano usando il biometano prodotto nell’impianto di Sant’Agata. “Sono stati realizzati contratti con Tper (servizio di trasporto pubblico locale di Bologna) e con il gestore di taxi bolognese CO.ta.bo per l’utilizzo del biometano prodotto da Hera su alcuni dei loro mezzi. Inoltre in alcuni distributori del territorio, a Bologna e Modena, è possibile fare rifornimento auto con il biometano ottenuto dai rifiuti organici nel nostro impianto”.

Funzionamento dell’impianto

Ma quali sono i quantitativi di rifiuto gestiti nell’impianto e i processi che vengono realizzati? “Nella struttura – ha sottolineato Ghetti – vengono trattati 100 mila tonnellate di frazione organica proveniente dalla raccolta differenziata del territorio limitrofo e 35 mila tonnellate di rifiuti da sfalci e potature di parchi e giardini. Il rifiuto viene sottoposto a un trattamento di digestione anaerobica ed aerobica che si caratterizza per  una fase iniziale di pretrattamento, volto a eliminare dalla matrice organica i rifiuti non compostabili”.

Una volta effettuato questo passaggio la matrice organica viene poi avviata ai digestori anaerobici nei quali si sviluppa biogas che contiene circa il 60% di biometano. Questo biogas viene a sua volta inviato a un sistema di upgrading per la produzione di biometano che poi sarà immesso nella rete Snam, la rete nazionale del gas”.

L’altra frazione dei rifiuti residui viene inviata, invece, a una fase di ossidazione in cui la matrice organica residua nei digestori viene trasferita in celle di bio-ossidazione per la stabilizzazione finale. Successivamente, dopo una fase di raffinazione viene prodotto ammendante compostato misto, il compost che viene usato in agricoltura o nel settore florovivaistico”, ha concluso Ghetti.

 

Guarda il servizio video con le interviste a Stefano Ghetti, responsabile della business unit compostaggio e digestori di Hera Ambiente e a Simone Rossi, responsabile dell’impianto

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