Abbattere le emissioni nella raccolta rifiuti convertendo la flotta da diesel a gas prima fossile e poi bio. Questo il progetto di economia circolare che Contarina S.p.A, società pubblica per la gestione dei rifiuti in quarantanove comuni in provincia di Treviso, sta portando avanti con Liquigas S.p.A, società di distribuzione di Gnl, gas naturale liquefatto, e Gpl, gas propano liquido, per convertire la propria flotta di mezzi di raccolta rifiuti.

Sei mesi per l’avvio della stazione a di ricarica a Gnl e Gnc

Con l’accordo, presentato a Palazzo Montecitorio il 22 ottobre, Contarina si è dotata di un deposito di stoccaggio e una stazione di servizio di erogazione di Gnl e Gnc, gas naturale compresso, da fonte fossile, “che sarà operativo tra sei mesi” spiega a Canale Energia Andrea Arzà, Amministratore Delegato di Liquigas, ma che potrà essere convertito in biogas senza nessuna implementazione strutturale. “L’impianto è il presupposto per rendere possibile un successivo utilizzo di gas liquefatto da produzione biologica, ottenuto dal trattamento di rifiuti. Contarina raccoglierà il rifiuto organico e lo porterà all’apposito impianto per la trasformazione prima in biogas e poi in biometano. Questo sarà quindi trasformato da gas a liquido e trasportato all’impianto da noi realizzato per l’erogazione alla flotta”.

Il passaggio al biometano

L’impianto di gestione anaerobica di Contarina dovrebbe essere pronto tra massimo due anni. Intanto, con la realizzazione dell’area di servizio a Gnl e Gnc, si ottiene un abbattimento della C02 del 27% e delle altre sostanze come il Particolato – il famoso Pm2 e Pm10 –, del 90%. “Questo farà sì che le città servite avranno un po’ meno polveri e CO2 già nell’immediato” sottolinea Arzà che evidenzia anche come il progetto dello stoccaggio Liquigas “stia in piedi senza sussidi pubblici, grazie ad una operazione di project financing”. 

“Il biometano senza gli aiuti del Gse non sarebbe sostenibile, perché costa circa 3 volte il prezzo del gas fossile”

Quando potremo disporre dell’impianto di trattamento dei rifiuti organici avremo anche un prodotto di origine biologica che non avrà nessun impatto su emissioni di CO2 e sarà quasi totalmente privo di particolato. A quel punto la flotta, convertita in Gnl, sarà naturalmente traghettata verso un’alimentazione da gas ottenuto da rifiuti. La CO2 prodotta sarà reimpiegata in altre attività industriali mentre il metano, che è circa il 55% del risultato della digestione anaerobica, sarà liquefatto per essere trasportato alla stazione di servizio più velocemente, difatti il rapporto tra sostanza gassosa e liquida riduce di 650 volte il volume” spiega l’Ad.

Viene da chiedersi se questo di Contarina sia un’eccezione o un esempio replicabile: “Mi auguro di sì” conclude Andrea Arzà,” È un esempio applicabile sul fossile. Sul biometano senza gli aiuti del Gse non sarebbe sostenibile, perché costa circa tre volte il prezzo del gas fossile”.

 

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.