Un nuovo Protocollo di valutazione meccanica dei pannelli fotovoltaici

Lo studio del Centro di energia solare dell’università della Florida

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Protocollo di valutazione meccanica fotovoltaicoLe prove eseguite dai produttori di moduli fotovoltaici per prevenire la formazione di crepe sui moduli stessi, non sono del tutto idonee. È la valutazione di Eric Schneller, ricercatore presso il Centro di energia solare dell’università della Florida. Il ricercatore ha quindi sviluppato un nuovo Protocollo di valutazione meccanica.

Il nuovo Protocollo di valutazione meccanica

Il test proposto da Schneller, Protocollo di valutazione meccanica, consiste nel sollecitare il pannello con una frequenza di quattro stress fisici simulati: sovrapressione causata da neve; esposizione prolungata a raffiche di vento forte; cicli di aumento rilevante della temperatura; infine, situazioni con alternanza di umidità e gelo per simulare situazioni meteo estreme.

I presupposti della ricerca

Schneller afferma che i pannelli solari sono sottoposti a una grande varietà di sollecitazioni fisiche che possono danneggiarli: durante il trasporto o l’installazione oppure a causa delle sollecitazioni termiche eccessive. Queste sollecitazioni portano gli specchi a presentare crepe che ne deteriorano le prestazioni fino a mettere in crisi la loro sicurezza con l’insorgere di incendi. Le prove tecniche che i produttori eseguono per evitare la formazione di crepe non sono sempre idonee per prevenirle. Un aspetto non sufficientemente studiato è quello della degenerazione di problemi per il trascorrere del tempo: una microfrattura nel “tempo 1” può esasperare i suoi effetti solo in momenti successivi e causare danni gravi al pannello.

I risultati portati dal nuovo Protocollo di valutazione meccanica

I dati emersi dalla ricerca hanno evidenziato come i pannelli più resistenti sono quelli sottoposti a prove di sollecitazione più severe e più lunghe; usano tecnologie per le saldature che richiedono meno tensione e quindi minore perdita di potenza; utilizzano telai con procedure ottimizzate per il disegno e, per finire, sfruttano celle più piccole e flessibili e la tecnologia a bassa temperatura per collegare le celle stesse.

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