“Abbiamo cominciato a fare le cose serie” afferma Paolo Zangheri Laboratorio Smart Cities and Communities Enea membro dell’Osservatorio dell’ente sul comparto a margine del convegno “Nuove modalità di gestione, condivisione e utilizzo dell’energia: il percorso italiano delle CER dalla prospettiva dell’Osservatorio ENEA” organizzato dall’ente nel corso della terza giornata del Key The Energy Transition Expo. “Ora ci troviamo a dover risolvere problemi pratici. Come istituzione di soggetti giuridici, coinvolgimento della cittadinanza”.
Inoltre si è aperto l’orizzonte delle Comunità Energetiche rinnovabili nazionali, quindi distribuite sul territorio e gestite da una entità ombrello che rappresenta “Una soluzione per centralizzare competenze e abbattere in parte i costi, ma ci si allontana dai territori e questo è uno dei nuovi equilibri da trovare”.
Altro tema è la proprietà degli impianti che sta portando gli operatori a focalizzarsi sul modello prosumer. “Sarà interessante in prospettiva e si sta facendo in parte di spingere sugli impianti di comunità“. Si tratta di impianti la cui proprietà è condivisa dai partecipanti alla stessa Cer, “Il tema però resta nello strumento finanziario iniziale” che vede ora diverse iniziative e strumenti in campo ad esempio Esco o facendo un Ppa.
Una possibilità contro la povertà energetica
“Le Cer nascono con l’idea di valorizzare il sostegno a dei servizi sociali” per quanto non sia “banale” riuscire. C’è più margine dove si riesce a centralizzare le competenze e dove si riesce ad aggredire altri mercati. Possono certamente contribuire quindi a “sviluppare dei servizi che hanno valenza sociale” conclude Zangheri.
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