La circolare dell’Agenzia delle Entrate 13/E del 2019 doveva svolgere una funzione chiarificatrice rispetto alla detrazione fiscale degli accumuli per gli impianti fotovoltaici, ma il risultato è ambiguo”. E’ la denuncia dell’Associazione Anie rinnovabili che in una nota ieri ha evidenziato come il virgolettato sia poco chiaro e vittima di interpretazioni.

Una leggerezza che può costare caro al settore del fotovoltaico italiano residenziale. Cittadini che hanno installato impianti e che sono o sarebbero intenzionati a dotarli di un sistema di accumulo rischiano di incorrere in una “discriminazione fiscale” come spiega a Canale Energia il presidente di Anie Rinnovabili Alberto Pinori.Un cittadino rischia di essere vittima di una confusione fiscale per cui, a seconda del commercialista che prepara la dichiarazione dei redditi, può accedere a una detrazione che, in seguito a un controllo, può essere dichiarata come errata. Serve chiarezza nel sistema e magari anche coerenza con le circolari precedenti”.

L’impatto riguarda un mercato reale e potenziale esteso come chiarisce il presidente Anie rinnovabili: “Parliamo del presente, del passato e del futuro. Abbiamo uno storico già attivo. Sono stati installati già circa 25mila storage su impianti fotovoltaici, non tutti incentivati, su cui è difficile fare una previsione dell’impatto di questa circolare. Rispetto al presente la Regione Veneto e la Regione Lombardia hanno realizzato dei bandi per incentivare gli accumuli. Ci aspettiamo che altre regioni che stiamo sensibilizzando presto seguano il loro esempio. Si parla di almeno altre migliaia di impianti potenziali, anche se reputiamo sia necessario un supporto a livello nazionale. Basta considerare che sono circa 10mila le installazioni nuove che sono state realizzate nell’ultimo anno. Parliamo di un bacino potenziale di 700mila impianti incentivati, su cui 450mila potenzialmente oggetto di storage residenziale. Rispetto al futuro ricordo che abbiamo un Piano integrato energia e clima, prodotto dal nostro governo, in cui gli accumuli giocano un ruolo importante in un’ottica di transizione energetica essendo previsti 6.000 MW di accumulo”.

Il ruolo della detrazione fiscale nella divulgazione dei sistemi di accumulo è centrale in quanto “si tratta ancora di una tecnologia costosa, ma necessaria in ottica di decarbonizzazione del sistema. Sembra che l’Agenzia delle entrate vada in una direzione diversa dal Governo” puntualizza Pinori “serve un chiarimento”.

La frase equivoca della circolare 13/E 2019

La circolare 13/E del 2019 – riprendendo la formulazione della circolare 7/E del 2018 della stessa Agenzia delle Entrate secondo cui “L’installazione del sistema di accumulo su un impianto dà diritto alla detrazione sia nel caso in cui tale installazione sia contestuale che successiva a quella dell’impianto fotovoltaico, configurandosi, in dette ipotesi, il sistema di accumulo come un elemento funzionalmente collegato all’impianto fotovoltaico stesso”  – aggiunge – L’installazione successiva del sistema di accumulo non dà diritto alla detrazione nel caso in cui l’impianto fotovoltaico non sia stato ammesso alla detrazione in quanto oggetto di tariffe incentivanti.”

Proprio quest’ultima è la frase per cui l’associazione richiede chiarimenti, anche nella formulazione. La mission verso la transizione energetica è messa a dura prova dall’interpretazione del testo, anche complice l’eccesso di negazioni.

Comunità energetiche c’è qualche impatto?

L’impatto di una lettura negativa della circolare dell’Agenzia delle entrate può in seguito diventare un limite anche per la realizzazione di comunità energetiche in ambito residenziale? Ad esempio pensiamo a un network di impianti fotovoltaici in ambito residenziale come un complesso di villette in condominio? “Il rischio c’è, guardando al futuro”, commenta Pinori, “ma certamente il danno più grande si realizza già nell’immediato, ripeto basta pensare che stiamo parlando di 450mila impianti reali e una crescita esponenziale di 10 mila all’anno”.

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Agnese Cecchini
Giornalista, video maker, sviluppo format su più mezzi (se in contemporanea meglio). Si occupa di energia dal 2009, mantenendo sempre vivi i suoi interessi che navigano tra cinema, fotografia, marketing, viaggi e... buona cucina. Direttore di Canale Energia; e7, il settimanale di QE ed è il direttore editoriale del Gruppo Italia Energia dal 2014.