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La dieta fa bene all’ambiente

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La dieta fa bene all’ambiente

Nel mondo 1,3 mld di ton di cibo va sprecato ogni anno, per un valore di oltre 2.000 mld di euro (dati FAO), e 1/3 della produzione alimentare mondiale finisce nella spazzatura. Cosa accadrebbe se riuscissimo a evitare o ridurre quasi totalmente questo spreco?

Dalla produzione alla distribuzione fino al frigorifero, lo spreco alimentare lungo l’intera filiera è centrale nella campagna di attenzione a clima e ambiente e coinvolge tutti noi. “La maggior parte dello spreco della filiera è ad opera proprio del consumatore”, spiega a Canale Energia  Massimiliano Dona, Segretario Generale Unione nazionale consumatori (UNC). L’associazione ha avviato insieme a Federalimentare, capofila, Federdistribuzione e Fondazione Banco Alimentare Onlus il progetto LIFE-Food.Waste.StandUp. L’iniziativa è co-finanziata dalla Commissione europea nell’ambito del programma per l’ambiente e l’azione per il clima (LIFE 2014-2020) e si focalizza su prevenzione e riduzione dello spreco alimentare e su recupero delle eccedenze, tema di rilevanza sociale e ambientale.

Ogni soggetto coinvolto ha il compito di ottimizzare e migliorare l’efficienza. All’UNC il compito di parlare e formare il consumatore sulle scelte di acquisto, sul consumo eccessivo o sullo scarso riutilizzo di rifiuti e rimanenze.

Educare a consumare meglio per spendere meno

“Parte di questi comportamenti già all’atto dell’acquisto possono essere corretti”, sottolinea Dona annunciando come parte delle attività che vedono coinvolta l’UNC sarà realizzata proprio nei punti vendita. Lo spazio più importante dell’iniziativa riguarda le informazioni di riutilizzo e conservazione delle rimanenze: “Su questo aspetto attendiamo un interessante margine di miglioramento, anche più performante degli altri soggetti coinvolti”, spiega Dona. “Questo perché a differenza dei player industriali della filiera, tra cui c’è un’attenzione consolidata verso l’efficienza di processo dovuta al business, i consumatori non hanno una conoscenza dell’impatto di tali attenzioni anche in termini di costo. I primi test effettuati sul campo ci hanno già dato interessanti riscontri. D’altronde la crisi ci ha insegnato a consumare meno e noi vogliamo spiegare come consumare, acquistare e gestire meglio la risorsa cibo, sia per le nostre tasche che per l’ambiente”.

Lo scenario dei consumi

Ogni anno in Italia vengono sprecati alimenti per un valore di circa 12,6 mld di euro (dati ricerca Surplus Food Management Against Food Waste) equivalenti all’immissione in atmosfera di 24,5 mln di ton di carbonio. Il nostro Paese si attesta a metà della media europea: chi spreca di più è l’Olanda, chi meno la Grecia.

I numeri del progetto LIFE-Food.Waste.StandUp

Il progetto LIFE-Food.Waste.StandUp intende contribuire e influenzare favorevolmente un processo già in corso che è stato stimolato anche dall’approvazione della legge 166/2016 sugli sprechi alimentari in vigore dal 14 settembre dello scorso anno.

L’iniziativa mira a coinvolgere circa 20.000 imprese italiane agroalimentari, 12.000 punti vendita (diretti e in franchising) e 500.000 consumatori nella campagna di sensibilizzazione anti spreco alimentare. Inoltre, punta a: diffondere informazioni e modelli per la gestione delle eccedenze alimentari tra circa 200.000 imprese alimentari europee e formare almeno 200 aziende agroalimentari e 65 rappresentanti della grande distribuzione organizzata (GDO) sulle procedure di donazione e di gestione delle eccedenze alimentari. Inoltre, saranno attivati 59 infopoint per i consumatori in altrettante città di 15 regioni italiane per dare informazioni sulle pratiche anti spreco. L’inizio delle campagne informative è previsto per gennaio 2017.

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