“La vera conversione ecologica non può limitarsi ad una mera azione di efficientamento energetico, ma deve essere un progetto di coinvolgimento della comunità, affinché nessuno, soprattutto i più deboli, resti indietro”. Così Fabio Gerosa presidente di Fratello Sole ha aperto stamane l’evento tenutosi a Roma e online “La transizione energetica del terzo settore. Strumenti, incentivi, finanza”, organizzato dalla stessa Associazione insieme a Banca Etica e in collaborazione con Canale Energia e Alleanza contro la povertà energetica. 

Sono le persone e la comunità a realizzare veramente la transizione ecologica”, ha insistito Gerosa, “cambiando i propri comportamenti in favore dell’ambiente e rivolgendo sempre estrema attenzione alle persone più fragili della propria comunità”.

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Un momento dell’evento

La transizione energetica deve essere equa

L’evento ha offerta l’occasione per presentare le Linee guida redatte da Fratello Sole e Banca Etica alla cui stesura hanno partecipato Fondazione Amga ed Enea.

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Alla luce anche dei recenti incrementi del prezzo dell’energia, il presidente di Enea Gilberto Dialuce ha riportato i dati che mostrano come si stia assistendo ad un aumento del fenomeno della povertà energetica: tra l’8,7% e il 9,7% in Italia, pari a 2,2 milioni di famiglie, con un rischio maggiore tra le giovani donne. “La transizione energetica non è solo una decisone su come costruire un mix energetico ma è un grande tema di comportamento e organizzazione sociale”. Il presidente dell’Enea ha annunciato che il prossimo 1° dicembre presenteranno dati aggiornati sul tema.

Nel sostenere gli enti del terzo settore a ridurre le disuguaglianze sociali e ad essere più efficienti la politica può avere un ruolo attivo, come confermato da Chiara Braga, membro VIII Commissione Camera dei deputati, sostenitrice dell’etensione agli enti del terzo settore del Superbonus 110% e del prolungamento degli strumenti di efficientamento al 2024-2025.

La centralità dell’acqua

“Il tema acqua è centrale perché l’acqua è vita, ma è anche drammaticamente al centro di conflitti sociali”, ha rimarcato Lorenzo Cuocolo, presidente Fondazione Amga. “Il senso di queste linee guida sull’acqua emerge dalla quantità che ne consumiamo e sprechiamo. C’è una differenza sostanziale tra un miscelatore a fotocellula che permette di risparmiare ed uno comune. C’è alla base un tema di sostenibilità che va declinata come sobrietà per ridurre i consumi”.

Il ruolo di una finanza etica e responsabile

Ma come misurare la sostenibilità?

“Non cedendo alle tentazioni della finanza, ci sono una serie di strumenti come lo Sroi (Social return on investment), il ritorno sociale sugli investimenti e gli Esg e ancora la tassonomia europea sulla qualità degli investimenti, ma questi devono aiutare tutti”, ha continuato Cuocolo. “La finanza pubblica deve sostenere i più deboli e i più piccoli per fargli raggiungere certi requisiti. La nostra Costituzione dedica tutta la sua prima parte ai diritti, ma l’etica dei diritti va accompagnata all’etica dei doveri di solidarietà sociale”, ha concluso.

Eppure la finanza sembra non assolvere al proprio compito sociale di allocare le proprie risorse per aiutare i deboli. Concorde Andrea Baranes, vice presidente di Banca Etica, che concepisce la finanza come strumento che deve adattarsi e ricercare continuamente soluzioni. “I 60 principali gruppi bancari hanno finanziato 3.800 miliardi di dollari ai combustibili fossili negli ultimi cinque anni e il sostegno nel 2019 è stato anche maggiore del 2015″, ha affermato Baranes. Oggi, ha continuato Baranes, si assiste a un paradosso: c’è talmente tanta liquidità che i rendimenti sono negativi e contemporaneamente cresce l’esclusione finanziaria. Come è possibile che contemporaneamente ci sia un eccesso di soldi e mancanza di soldi e domanda e offerta non si incontrino?”.

L’interdipendenza tra giustizia climatica e sociale

“Permane dunque una profonda interdipendenza tra giustizia climatica e sociale”, come ha sostenuto Vanessa Pallucchi, portavoce Forum Terzo settore, che ha continuato: “Con l’aumento dei costi energetici pagheranno i più deboli il costo più elevato, pertanto bisogna intervenire nelle periferie con questa logica: chi vive in un seminterrato è più a rischio di chi vive in una palazzina. C’è la necessità di andare a costruire reti sociali che devono tenere insieme i territori. Ovviamente, siamo una piattaforma di riferimento su cui far viaggiare questo tipo di strumenti come le Linee guida, ma bisogna assolutamente fare in modo che nella Legge di bilancio non si tolgano al terzo settore opportunità preziose come il Superbonus”. 

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Carla Pillitu
Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.