Con 15 milioni di passeggeri in un anno, lo scalo di Nizza è il primo aeroporto francese di queste dimensioni ad aver ottenuto il livello 5 della certificazione ACA, l’Airport Carbon Accreditation, conferita da Airports Council International (ACI Europe) a livello globale.
Un po’ di orgoglio nazionale è di rigore, visto che è italiana la società che ha permesso questo riconoscimento. Mundys è la holding che gestisce infrastrutture per la mobilità, inclusa la controllata Aéroports de la Côte d’Azur, e la più familiare Aeroporti di Roma (ADR), già pluripremiata per l’Aeroporto di Fiumicino, riconosciuto come “ Best Airport in Europe” l’ultima volta a giugno 2025.
Adesso è Nizza sotto i riflettori, per aver gestito al meglio le emissioni di gas serra, ed entrando così nel ristretto 4% degli scali mondiali che hanno conseguito tale risultato.
“Siamo molto orgogliosi del risultato raggiunto da ‘Aéroports de la Côte d’Azur’, un impegno che gli consente di essere oggi tra i pochissimi aeroporti al mondo che hanno raggiunto il massimo riconoscimento con il Livello 5 espresso da ACI Europe. Per Mundys – come Capogruppo – questo risultato è una conferma del lavoro messo in campo per una gestione sostenibile delle infrastrutture”, ha affermato Elisabetta De Bernardi, Chief Asset Management Officer di Mundys.
La Roadmap di Mundys al 2050
La certificazione ottenuta a cinque anni dal 2030 evidenzia l’accelerazione verso i target di sostenibilità di Mundys nella sua Roadmap al 2050. Una roadmap che salta l’ostacolo oltre il 2030, guardando alla decarbonizzazione dell’intera catena del valore (Scope 3) al 2050. Un percorso che include necessariamente le emissioni degli aeromobili e quelle generate dalle attività a terra.
Per concretizzare la propria visione di trasporto sostenibile, Mundys integrato i propri obiettivi di sostenibilità nella sua strategia finanziaria. Il Gruppo conta su un portafoglio di strumenti di finanza green di 5,3 miliardi di euro, inclusi titoli dedicati come i Sustainability-Linked Loans e i Bond.
Questi impegni finanziari sono posti a supporto del Climate Action Plan, la strategia con cui Mundys mira a integrare la sostenibilità lungo l’intera catena del valore:
- Decarbonizzazione Totale: Azzerare le emissioni nette dirette entro il 2040.
- Energia Pulita: Utilizzare energia elettrica 100% rinnovabile.
- Riduzione degli Investimenti: Ridurre del 50% le emissioni generate dagli investimenti.
- Emissioni Indirette: Abbattere del 22% le emissioni indirette legate sia all’accesso agli aeroporti sia alla manutenzione stradale.
Un impegno che si traduce anche in progetti concreti presso lo scalo di Fiumicino, che ha realizzato iniziative tangibili come la Solar Farm — il più grande impianto fotovoltaico aeroportuale in Europa con 55.000 pannelli e 22 MW — e il sistema “Pioneer”, che riutilizza batterie dismesse da auto elettriche per l’accumulo di energia rinnovabile.
L’esempio di Nizza
L’esempio di successo di Nizza conferma una Roadmap che sembra funzionare: lo scalo francese ha già superato le aspettative abbattendo oltre il 90% delle sue emissioni dirette (Scope 1 e 2) rispetto ai livelli del 2010. Un traguardo reso possibile grazie a significativi interventi strutturali e tecnologici stabiliti dal framework di sostenibilità della capogruppo Mundys, che definisce la roadmap per tutte le società del Gruppo.
Tra le azioni previste:
- Utilizzo di energia elettrica da fonti rinnovabili,
- Introduzione di veicoli elettrici
- Impiego di biodiesel HVO 100 in sostituzione del diesel, ove non possibile elettrificare i mezzi
- Installazione di sistemi termici integrati ad alta efficienza
- Sostituzione del gas con biometano o sistemi geotermici.
“Con Aeroporti di Roma in Italia e Aéroports de la Côte d’Azur in Francia continueremo a operare per confermare gli impegni assunti, rappresentando come il comparto aeroportuale può fare da volano all’intero settore aeronautico sul fronte della riduzione delle emissioni”, ha concluso Elisabetta De Bernardi.
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