E’ il Prosumer il protagonista di un settore energetico che vede la generazione distribuita e la gestione smart dei consumi come elementi chiave di un approccio all’edificio incentrato sul monitoraggio di dati e sull’autosufficienza energetica. In un settore energetico dove ormai le rinnovabili hanno assunto un ruolo determinante, l’era dell’unidirezionalità entropica del consumo sta lasciando il posto a meccanismi virtuosi di bilanciamento in cui tecnologie come lo storage possono dare un contributo notevole. Di questi argomenti si è parlato nel corso di un incontro dedicato al binomio fotovoltaico/domotica organizzato ieri a Milano nell’ambito dell’edizione 2018 di Mostra Convegno Expocomfort.

Consumatore: da spettatore ad attore

In un contesto che vede l’elettrificazione come driver di sviluppo degli edifici e dei servizi ad essi connessi, il consumatore da semplice spettatore diventa attore principale.  Il  consumatore  ha spiegato Massimo Gallanti di RSE ha la possibilità di beneficiare delle rinnovabili elettriche (tipicamente pannelli fv che si possono installare sul proprio edificio), nonchè di offrire servizi alla rete rinunciando, ad esempio, al prelievo nei momenti in cui la rete ha maggiori necessità di energia. In questo modo l’utente offre un servizio di bilanciamento molto utile per un sistema elettrico in cui le necessità di bilanciamento sono sempre maggiori, a causa delle diffusioni delle fonti rinnovabili non programmabili.“

“Oggi – ha aggiunto Gallanti- è già possibile, per il consumatore di taglia medio-grande, offrire questo servizio. Da metà dello scorso anno il regolatore ha infatti permesso a nuove figure, i cosiddetti aggregatori, di mettere insieme risorse di media e piccola taglia per fornire flessibilità alla rete elettrica”. 

Storage, il mercato del futuro che è già presente

Tra le tecnologie che meglio si inseriscono in questo nuovo paradigma energetico distribuito c’è sicuramente lo storage, un comparto attualmente in una fase ancora giovane, che però presenta un elevato potenziale alla luce del crescente ruolo delle Fer. “Le opportunità offerte  dai sistemi di accumulo costituiscono il focus del futuro mercato incentrato sull’autoconsumo”, ha spiegato Guglielmo Caronti di Fronius, realtà specializzata in nuove tecnologie per il controllo e la gestione dell’energia. “I sistemi di accumulo sono ora un mercato all’inizio, ma il futuro è degli impianti fv abbinati a sistemi di storage integrati, per questo è necessario già ora predisporre gli impianti per l’integrazione”.

Un elemento da non trascurare è poi quello delle soluzioni di  monitoraggio per questi impianti. “Non occuparsi di quest’aspetto vuol dire mettere il consumatore in una situazione di mancanza“, ha detto Caronti. Introdurre tecnologie di questo tipo vuol dire, infatti, “anticipare le necessità del cliente, fornire oltre che un prodotto anche un servizio”, un approccio che sta diventando sempre più rilevante per questo tipo di comparto.

Il ruolo dell’installatore 

Tuttavia in un contesto di questo tipo non bisogna lasciarsi fuorviare da facili semplificazioni. Dire che i tempi sono cambiati, che ormai i confini tra produzione e consumo sono sempre più labili e che la relazione tra questi due poli stia iniziando a delinearsi nei termini di un proficuo scambio bidirezionale, non vuol dire che in futuro verranno meno figure tecniche di mediazione come l’installatore, il cui ruolo, secondo Battista Quinci di Energia Italia, rimarrà “fondamentale”. “E’ grave pensare – ha spiegato Quinci  – che il fotovoltaico di domani potrà diventare fai da te, ci vorrà sempre un professionista che faccia da mediatore.”

Allo stesso tempo però ciò non vuol dire che non ci debba essere un’evoluzione di questa figura, che deve anzi ampliare i suoi ambiti di intervento e differenziare le sue competenze. La crescente diffusione dell’internet delle cose, fa sì, ad esempio, che gli installatori debbano affrontare in maniera seria la questione sicurezza, un settore che costituisce anche un nuovo mercato da gestire con la massima attenzione.

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