Per scongiurare la morte della ristorazione italiana durante l’emergenza Covid-19, la Federazione italiana pubblici esercizi (Fipe) richiama l’attenzione del governo sulla possibilità per i ristoratori italiani di vendere piatti pronti per l’asporto. Il servizio di take away, rimarca in una nota stampa, è già adottato in molti paesi europei: Francia, Germania, Danimarca, Regno Unito, Irlanda, Lituania, Malta, Svizzera, Turchia, Olanda e Finlandia.

È la soluzione, rimarca la Federazione, per ridurre gli sprechi e rispettare le norme di sicurezza sanitaria e di distanziamento sociale. In gioco ci sono la riapertura di 50.000 imprese, 300.000 posti di lavoro e una perdita di oltre 28 miliardi di euro. Si tratta di consentire a bar, ristoranti e ai pubblici esercizi in generale di attivare il take away già disponibile in quasi tutto il settore della distribuzione alimentare.

“I ristoratori hanno bisogno di lavorare per poter sopravvivere”, commenta in nota il presidente della Fipe, Lino Enrico Stoppani, ed effettuare vendite per asporto può “consentire un minimo di liquidità, vista anche la complessità e i ritardi dei provvedimenti attesi per sostenere il comparto”. Tra i vantaggi citati da Stoppani ci sono: la possibilità per i cittadini di “scendere al ristorante sotto casa per acquistare piatti pronti riducendo le code nei supermercati o nei negozi alimentari” oltre a “un’opportunità commerciale per un settore strategico ed identitario della nostra economia, tra i più danneggiati dall’emergenza in corso”.

Consegne più sicure con la blockchain

In vista della Fase 2 e della riapertura definitiva dei pubblici esercizi, il settore del food delivery ha pensato a come alimentare la fiducia e la tranquillità del consumatore nei confronti delle consegne a domicilio. La startup innovativa pOsti, in partnership con EY, ha realizzato l’applicazione trustDelivery che prevede di certificare con un sigillo di garanzia digitale, un QR code, la preparazione, il confezionamento e la consegna del cibo. Il ristoratore e il rider otterranno questo sigillo dopo la compilazione di una lista di misure messe a punto dalla Fipe sulla sicurezza alimentare.

Screenshot Trustdelivery

Inquadrando il QR-code, ognuno corrispondente a un’etichetta-sigillo antimanomissione, il consumatore potrà verificare che le procedure di sicurezza siano state rispettate dal ristoratore e dai rider e recensire la propria esperienza. La trasmissione e la protezione dei dati avverrà tramite la tecnologia della blockchain. Ogni acquisto sarà verificato tramite smart contract. “In questo periodo di emergenza sanitaria, come EY, abbiamo voluto supportare il settore della ristorazione attraverso l’infrastruttura EY OpsChain traceability, garantendo trasparenza nelle attività di food delivery e avvicinandolo sempre di più al consumatore. Infatti, grazie alla tecnologia blockchain di Ethereum i clienti potranno beneficiare della verifica delle corrette pratiche di sicurezza sanitaria adottate da ristoratori e rider”, ha commentato in una nota stampa Giuseppe Perrone, blockchain hub mediterranean leader di EY.

Cos’è la blockchain?

È una tecnologia basata su un registro pubblico e distribuito, strutturato come una catena di blocchi dove le transazioni, una volta memorizzate, diventano immutabili.

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