petrolio rilascio riserve Joe Biden

L’aumento dei prezzi dell’energia ha destato preoccupazione in tutto il mondo e ogni Paese ha trovato la sua ricetta per farvi fronte, almeno temporaneamente. Il presidente americano Joe Biden, per la prima volta, ha deciso di intervenire annunciando il rilascio di 50 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, coordinandosi con Cina, Corea del Sud, India, Giappone e Gran Bretagna, per far scendere il prezzo dell’energia, dopo che i suoi appelli all’Opec sono rimasti inascoltati.

L’iniziativa americana

In questo caso, si tratta della prima volta in cui gli Stati Uniti prendono un’iniziativa del genere di concerto con i maggiori consumatori di petrolio del mondo, ma in seguito agli aumenti del prezzo alla pompa, che nel Paese non vengono tollerati se superano i tre dollari a gallone, il presidente ha dovuto prendere l’iniziativa.
I prezzi sono aumentati di quasi il 60% dall’inizio dell’anno, ma come sottolineato dal presidente Biden nelle sue dichiarazioni alla stampa, non sono aumenti legati alla lotta al cambiamento climatico, ma al fatto che nonostante i prezzi all’ingrosso calino, i prezzi alla pompa non seguano questo trend e sono le aziende a continuare a guadagnarci.

La riunione dell’Opec del prossimo 2 dicembre

Il prossimo 2 dicembre, l’Opec si riunirà per discutere sulla nuova politica della produzione. Fino a questo momento, la politica adottata è stata di aumentare l’offerta di 400.000 barili al giorno ogni mese, che la presidenza americana ha ritenuto insufficiente, inoltre aleggia il timore che l’aumento di casi di coronavirus e della nuova variante Omicron tornino a far scendere la domanda.

Le insoddisfacenti reazioni del mercato alle politiche americane

Comunque, nonostante questo intervento dei sei Paesi, il Brent ha guadagnato nei giorni scorsi il 2,3% per attestarsi intorno ai 79 dollari al barile. Per alcuni analisti, questo rialzo sarebbe dovuto al fatto che il rilascio di riserve strategiche non sia stato così corposo come ci si aspettava.
Ma, bisogna sottolineare come gli Stati Uniti, seppur abbiano rilasciato una dozzina di volte nella storia le loro riserve, non lo hanno mai fatto in quantità così significative: al 12 novembre scorso erano 606 milioni di barili. Comunque, i 50 milioni di barili per il mercato americano basteranno a soddisfare la domanda interna per appena due giorni e mezzo.
Secondo gli analisti, un’altra ragione per cui il mercato non sta reagendo positivamente a questo rilascio è che il presidente americano, visti gli scarsi risultati ottenuti, potrebbe riattivare l’embargo sulle esportazioni americane di petrolio, che attualmente ammontano a tre milioni di barili al giorno. Dunque, un embargo determinerebbe una minore offerta di greggio a livello globale e avrebbe comunque un effetto negativo per la stessa economia interna.
Bisogna inoltre tenere presente che, le politiche di Joe Biden, tese a raggiungere gli obiettivi ambientali, stanno facendo ridurre la produzione di petrolio interna giornaliera fino a un milione e mezzo di barili, dunque, i prezzi potrebbero continuare a risentire di queste scelte contraddittorie.

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Redazione
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