Il caro bollette sta mettendo in crisi i settori più svariati, tra cui quello sportivo, che si trova a gestire dei costi divenuti oramai insostenibili in seguito alle mancate entrate che le restrizioni dovute alla pandemia di Covid-19 hanno imposto.

Tra poco più di sei mesi, Roma si troverà ad ospitare l’evento mondiale di nuoto più importante dell’anno, i Campionati europei assoluti, a cui prenderanno parte oltre 50 nazioni e più di 1.500 atleti. A causa del rincaro dei costi per le utenze, gli impianti natatori della Capitale rischiano di andare incontro ad una prolungata chiusura.

Ecco perché diversi gestori di piscine pubbliche e private hanno deciso di firmare una richiesta indirizzata al sindaco Gualtieri, affinché vengano sostenuti nell’affrontare questo momento di crisi.

Canale Energia intervista Mirco Fratta, presidente dell’Associazione Sportivi per Roma.

Perché avete deciso di scrivere al sindaco di Roma Roberto Gualtieri? In che modo pensate possa sostenervi in questo momento di crisi che dura da due anni, in cui siete rimasti chiusi ed avete visto ridursi significativamente il numero di iscritti?

Ci siamo rivolti al sindaco con la richiesta di dare voce al nostro grido di aiuto. Molti sindaci di altre città hanno lanciato appelli verso il Governo ma è chiaro che l’interessamento diretto da parte del sindaco della Capitale avrebbe maggior peso e, ci auguriamo, produrrebbe maggiori effetti.

Relativamente ai rincari dell’energia e del gas, e quindi alle ripercussioni sulle vostre bollette, ci può dare un’idea di quali sono i costi a carico dei gestori di un impianto natatorio? In quale percentuale hanno inciso questi aumenti?

Le ripercussioni avute relativamente ai rincari dell’energia e del gas sono state pesantissime, in quanto al raddoppio mensile delle spese energetiche (ad esempio, una piscina semplice con 6 corsie è passata dai 4.500 euro del mese di ottobre 2020 ai 10.700 euro del 2021 solamente per il riscaldamento da gas) ha corrisposto una contrazione degli iscritti del 40/50% rispetto al 2019.
Le associazioni sportive vivono delle quote mensili degli associati e, non potendo avere utili da accantonare ed essendo associazioni senza fini di lucro, questa situazione è ancor più drammatica.
In particolar modo gli impianti natatori hanno dei costi energetici elevatissimi dovendo mantenere la temperatura di milioni di metri cubi di acqua costante, intorno ai 28/29 °C e, nel caso di impianti con indirizzo disabili anche a 30/31°. Naturalmente, ne consegue che con uno o mille iscritti la spesa energetica è la stessa e quindi in questo momento non più sostenibile.

Può farci un esempio di come, negli anni, avete installato dispositivi che consentono il risparmio e recupero di elettricità, calore e acqua? Usate pavimentazioni realizzate dal riciclo di PFU? Sfruttate energia rinnovabile? Promuovete la raccolta differenziata dei rifiuti?

I consumi di elettricità e gas costituiscono la principale fonte di costo di un impianto natatorio, di conseguenza c’è grande attenzione da parte di tutti i gestori, sia privati che concessionari di piscine comunali, verso gli investimenti finalizzati all’efficientamento energetico. Anche per quanto riguarda la raccolta differenziata c’è grande sensibilità. Ad esempio, la prima macchinetta mangia plastica in un impianto sportivo a Roma è stata installata nel Daily training sporting club, un centro sportivo con piscina.

La chiusura degli impianti potrebbe avere delle ripercussioni per gli agonisti ma non solo, anche per i disabili. Quali sono i rischi sul benessere psicologico dei più e meno giovani e sull’immagine della città, che prossimamente ospiterà i Campionati Europei assoluti?

Una eventuale chiusura degli impianti arrecherebbe un danno ingente alla parte agonistica: in questi ultimi due anni si sono persi tanti ragazzi e molti hanno perso la possibilità di iniziare nell’età giusta. In questo senso, i danni a livello agonistico si vedranno sensibilmente nei prossimi anni, quando mancheranno i ricambi.
Per i disabili il danno è ancor più accentuato, in quanto per la maggior parte di loro l’ambiente acqua è un ambiente amico, dove anche le persone costrette su una sedia a rotelle possono trovare in quell’ora di nuoto la possibilità di muoversi in libertà e riacquisire, oltre ad una motricità altrimenti difficile, anche un beneficio psicologico notevole.

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Professionista delle Relazioni Esterne, Comunicazione e Ufficio Stampa, si occupa di energia e sostenibilità con un occhio di riguardo alla moda sostenibile e ai progetti energetici di cooperazione allo sviluppo. Possiede una solida conoscenza del mondo consumerista a tutto tondo, del quale si è occupata negli ultimi anni.