Questa sarà la penultima volta che spostiamo le lancette avanti di un’ora per l’inizio dell’ora legale. Il Parlamento Europea ha deciso, infatti, che dal 2021 l’ultima domenica di marzo non cambieremo più i nostri orologi.

Terna ha studiato gli effetti di questa decisione dal punto di vista del consumo di energia e di impatto ambientale. Nel 2019 le stime prevedono consumi per il periodo di utilizzo dell’ora legale pari a 510 milioni di KW/h ogni anno, per un risparmio economico di 100 milioni di €. Per quanto riguarda le emissioni di anidride carbonica, avremo una produzione inferiore per 250.000 tonnellate.

I risparmi energetici tra il 204 e il 2018

I risparmi per l’ora legale in Italia nel periodo 2004-2018 si sono attestati su i 9 miliardi e 100 milioni di KW/h e poco più di un miliardo e mezzo di €. Il picco è ad aprile e ottobre, mentre è ai minimi da giugno ad Agosto, quando si può usare la luce solare fino a sera inoltrata.

Ora legale tutto l’anno

L’ora solare verrà ripristinata nella notte tra il 26 e il 27 ottobre 2019. Rispetto la scelta di abolire i cambi di ora semestrali nell’UE a partire dal 2021, Terna ha effettuato un’analisi sia sullo scenario attuale sia su quello previsionale, simulando l’effetto dei diversi regimi orari (ovvero ora legale tutto l’anno o ora solare tutto l’anno) che il nostro Paese dovrà scegliere di adottare dal 2021. Dallo studio emerge che usando l’ora legale tutto l’anno è possibile raggiungere il massimo beneficio in termini di risparmi energetici aggiungendo altri altri 300 milioni di kilowattora agli attuali 500 milioni di kilowattora di risparmio.

Si tratta di 400 mila tonnellate di CO2 in meno in atmosfera per un risparmio economico annuo complessivo di 160 milioni di euro.

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