Con l’avvio delle “preaperture” in gran parte d’Italia fissato per mercoledì 2 settembre, si riaccende lo scontro sulla caccia. L’Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa) esprime una dura condanna nei confronti della stagione venatoria imminente, definendola inaccettabile alla luce dell’emergenza climatica che ha colpito la penisola durante i mesi estivi tra siccità prolungata, incendi e temperature record.
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La possibilità di sparare in anticipo rispetto all’apertura generale prevista dalla legge per la terza domenica di settembre riguarda la maggior parte delle Regioni, con le eccezioni di Valle d’Aosta, Lombardia, Umbria e Lazio, che non hanno concesso deroghe anticipate.
«Il 2 settembre si comincia a sparare non soltanto contro gli animali selvatici, ma contro la scienza e contro la coscienza di milioni di italiani. Si pretende di chiamare sport o tradizione l’uccisione per divertimento di animali già provati da mesi di caldo estremo e scarsità di risorse. È una scelta inaccettabile sul piano scientifico, etico e culturale.»
— Nota ufficiale ENPA
Scontro sulla proposta di legge “Caccia Selvaggia” e i richiami dell’UE
Al centro delle critiche dell’associazione c’è la Proposta di legge 2984, soprannominata dall’Enpa “Caccia Selvaggia”, attualmente in discussione alla Camera dei Deputati. Secondo l’organizzazione, il provvedimento punta a modificare l’impianto della Legge quadro 157/1992 — che tutela la fauna come patrimonio indisponibile dello Stato — ampliando tempi, specie ed estensione delle concessioni per la caccia.
La questione ha varcato i confini nazionali. La Commissaria europea all’Ambiente, Jessika Roswall, ha recentemente espresso forti perplessità riguardo alla compatibilità di alcuni punti chiave della proposta italiana con le direttive comunitarie sulla tutela della biodiversità.
Dall’Enpa sottolineano l’importanza dei rilievi giunti da Bruxelles:
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Critica alle deroghe: l’associazione evidenzia come le perplessità espresse dalle istituzioni europee smentiscano le posizioni di chi riduce le obiezioni a semplici prese di posizione ideologiche.
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Tutela costituzionale: viene richiamato l’articolo 9 della Costituzione italiana, che tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, sostenendo che l’ampliamento dei calendari venatori vada nella direzione opposta a quella voluta dalla maggioranza dei cittadini.
Gli impatti sull’ecosistema e l’appello ai cacciatori
Oltre al prelievo delle specie espressamente indicate nei calendari di preapertura, il mondo scientifico e le associazioni ambientaliste ricordano l’impatto indiretto della presenza dei cacciatori sui territori. Il disturbo acustico e antropico a inizio settembre rischia di interferire con gli animali ancora impegnati nella fase di allevamento dei piccoli, come nel caso del colombaccio, i cui nidiacei rischiano l’abbandono se gli adulti vengono abbattuti.
In vista del 2 settembre, l’Enpa ha rivolto un duplice appello:
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Ai cacciatori: un invito formale a “deporre le armi” e a rinunciare alle uscite sul campo, come gesto di rispetto verso un ecosistema già fortemente provato dalla stagione estiva.
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Alla politica: la richiesta di fermare l’iter della Pdl 2984 in Parlamento e di ristabilire una gestione della fauna basata sulle indicazioni scientifiche e sul rispetto delle direttive europee.
L’associazione ha annunciato l’intenzione di proseguire la propria battaglia contro le modifiche alle leggi venatorie in ogni sede istituzionale e giudiziaria.
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l’allarme del WWF
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