Nonostante l’aumento delle piogge del +6,4% non diminuisce il rischio siccità. “E’ un dato, che non ci sorprende e conferma la necessità di avviare il Piano Nazionale Invasi Multifunzionali per trattenere le acque di pioggia e poi trasportarle laddove necessita; come da noi ripetutamente segnalato non è la risorsa a mancare, ma una sua lungimirante gestione” dichiara Francesco Vincenzi, presidente dell’Associazione Nazionale dei Consorzi di Gestione e Tutela del Territorio e delle Acque Irrigue, Anbi.
Anche la neve di questi giorni e le abbondanti precipitazioni del periodo festivo non cambiano questo visione. “Nell’Italia Meridionale ancora alle prese con la carenza idrica, la neve ha la valenza di un vero e proprio tesoro, soprattutto qualora il manto nevoso si consolidasse, andando a costituire una riserva idrica, utile a rimpinguare i bacini artificiali, quando le piogge riprenderanno a scarseggiare –precisa Massimo Gargano, direttore generale di ANBI – Purtroppo è però previsto un innalzamento delle temperature, che fonderà velocemente la coltre bianca” conclude il DG di ANBI.
Nell’assetata Puglia, il promontorio del Gargano si è imbiancato con 30 centimetri di neve (San Marco in Lamis), mentre solo un sottile velo bianco ha colorato le cime più alte dei monti Dauni; sull’Appennino Lucano, il manto nevoso ha raggiunto cm. 25, mentre sui rilievi della Sila si sono posati oltre 10 centimetri di neve (monte Scuro).
Report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche, segnali di ripresa
Il report settimanale dell’Osservatorio Anbi sulle Risorse Idriche mostra una ripresa dei livelli idrometrici nell’Italia centrale, volumi in crescita nei bacini meridionali e portate fluviali sotto media al Nord.
- I “Grandi Laghi” settentrionali sono tutti sopra la media stagionale ad eccezione del bacino d’Iseo largamente deficitario e riempito solo per il 23,6%.
- I flussi in alveo del fiume Po continuano ad essere più scarsi del consueto: il deficit a Pontelagoscuro è del 23%.
- In Piemonte, le portate dei principali fiumi registrano valori sotto media (unica eccezione: la Stura di Lanzo), seppur in crescita rispetto a metà Dicembre.
- In Valle d’Aosta il mese di dicembre è stato più caldo e secco del normale (-44% di pioggia) e l’indice SWE inferiore alla norma e sostanzialmente in linea coi valori registrati nel 2024; in crescita è la portata della Dora Baltea, mentre scarsi sono i flussi nel torrente Lys (fonte: Centro Funzionale Regione Autonoma Valle d’Aosta).
- In Lombardia in aumento il deficit di riserve idriche, attualmente attestato intorno a -31% sulla media storica.
- In Liguria, i fiumi Entella e Magra registrano portate ridotte.
- Il Veneto ha i principali bacini sono idricamente deficitari: Adige -14%, Livenza -40%, Brenta -18%, Bacchiglione -37%.
- Ancora ridotte le portate dei fiumi appenninici in Emilia-Romagna (Reno -49%, Taro -65%), tra cui si segnalano i livelli dell’Enza inferiori ai valori minimi storici. Hanno ripreso a riempirsi gli invasi piacentini (Mignano e Molato), che già ora trattengono complessivamente 5,63 milioni di metri cubi d’acqua.
- In Toscana i fiumi Ombrone (la cui portata ha raggiunto 48,60 metri cubi al secondo), Orcia e Merse sono i più fortunati. In calo è invece il Serchio, i cui flussi sono del 37% sotto media.
- Nelle Marche in meno di 20 giorni sono aumentati i volumi raccolti di 2,75 milioni di metri cubi.
- Cresce di poco in Umbria il lago Trasimeno.
- Nel Lazio per la prima volta da tanti anni crescono i laghi vulcanici romani che, forse per la prima volta dopo anni, hanno registrato un incremento significativo: da inizio del 2026, Nemi si è alzato di ben 19 centimetri ed Albano di cm.17. mentre i flussi sovrabbondanti del fiume Aniene, tracimato in diversi punti anche nei pressi della periferia romana storica, hanno ingrossato la portata del Tevere oltre mc/sec 550 nel centro città (+203%). In crescita anche il Velino in Sabina (fonte: AUBAC).
- Crescono anche i fiumi campani, primo fra tutti il Garigliano.
- Oltre 16 milioni di metri cubi d’acqua sono affluiti negli invasi di Basilicata in poco più di 20 giorni; il deficit è ancora ampio anche rispetto a Gennaio 2025 (- mln. mc.11,24), ma il trend da un mese e mezzo è sempre crescente.
- Nella Capitanata, infine, solamente il bacino di Occhito ha registrato un piccolo incremento (ora nell’invaso al confine tra Molise e Puglia ci sono mln. mc. 49,49 d’acqua).
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