Il tema della transizione ecologica per frenare la minaccia del clima è percepito dagli italiani come sempre più urgente e ineludibile, nonostante un percepito calo di attenzione da parte dei mezzi di comunicazione. È questo il dato più rilevante emerso dalla nuova indagine condotta dall’International Center for Social Research (Icsr), commissionata da Ener2Crowd, player degli investimenti Esg.

Secondo la rilevazione, ben il 74% degli italiani considera la crisi climatica come una minaccia per sé e per le generazioni future. Questo valore segna un aumento di 5 punti percentuali rispetto all’anno precedente, evidenziando una crescente e diffusa preoccupazione.
Clima, cresce la sensibilità civica: ma i media?
A fronte di questa maggiore sensibilità, si registra un forte contrasto nella percezione della copertura mediatica: il 65% degli intervistati dichiara infatti di aver notato una riduzione dell’attenzione degli organi d’informazione sulle tematiche ambientali nei primi dieci mesi dell’anno in corso.
La tendenza percepita dagli italiani è supportata da un’analisi più ampia dell’Icsr, pubblicata sulla rivista scientifica European Journal of Media and Digital Communication Studies. Lo studio evidenzia una ridotta frequenza con cui i quotidiani italiani affrontano notizie legate al clima: in media, si contano solo 4,4 articoli al giorno che menzionano marginalmente il clima o la transizione energetica, e appena un articolo ogni due giorni specificamente focalizzato sulla crisi climatica.
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Cittadini in azione: transizione green e nuove abitudini
La diminuzione del racconto mediatico non ha frenato tuttavia l’impegno individuale. L’indagine rivela una società civile che si muove in modo sempre più autonomo e proattivo. Il 62% degli intervistati afferma di aver modificato le proprie abitudini di consumo in chiave sostenibile nel corso dell’anno (un aumento significativo rispetto al 47% del 2024). Il 42% dichiara inoltre di aver sostenuto o investito in un progetto legato alla sostenibilità, segnalando una transizione da una sensibilità teorica a un’azione concreta, anche finanziaria. A livello generazionale, i millennial (25 – 44 anni) si confermano i più attivi in questa transizione, con il 67% che ha modificato le proprie abitudini, seguiti dagli under 25 (59%). L’impegno scende al 48% tra gli over 55.
L’analisi mette in luce anche un mutamento nella natura stessa dell’interesse per l’ambiente: da ideologico a spiccatamente pragmatico. Per il 60% degli italiani, la parola ambientalismo non è più associata a manifestazioni o proteste, ma a comportamenti di investimento e consumo responsabile.
Questa evoluzione si riflette anche nei canali di informazione prediletti: il 61% degli italiani si informa sull’ambiente principalmente tramite canali digitali e social media e solo il 18% cita la televisione e la stampa tradizionale come fonte primaria. In parallelo, aumenta la fiducia verso piattaforme specializzate e soggetti indipendenti, che vengono percepite come intermediari più credibili e trasparenti nella comunicazione sui temi green.
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