Il futuro del suolo inglese: tra sicurezza alimentare e transizione

Un nuovo paradigma per la gestione del territorio

L’Inghilterra si dota ufficialmente di una bussola strategica per la gestione della sua risorsa più preziosa e finita: il suolo. Il rapporto The Land Use Framework for England, presentato al Parlamento nel marzo 2026, segna il superamento di un approccio frammentato che ha spesso messo in competizione obiettivi diversi, come la costruzione di abitazioni e la tutela della natura. Il documento chiarisce che il Paese dispone di spazio sufficiente per soddisfare tutte le sue priorità, a patto di adottare una gestione multifunzionale e basata sui dati. L’obiettivo è trasformare il territorio in un asset resiliente capace di rispondere agli shock a breve termine e agli impatti a lungo termine del cambiamento climatico.

suolo
Foto di paul mocan su Unsplash.

Sicurezza alimentare e produttività agricola

Al centro della strategia vi è un impegno a lungo termine per mantenere i livelli complessivi di produzione alimentare nazionale. L’agricoltura occupa oggi la maggior parte del suolo rurale inglese, ma deve affrontare sfide senza precedenti dovute a eventi meteorologici estremi. Il governo intende salvaguardare i terreni più produttivi (classi 1 e 2) da cambiamenti d’uso permanenti, come l’espansione urbana o la forestazione intensiva.

Per sostenere il settore, è previsto il lancio di un fondo di collaborazione per gli agricoltori da circa 36 milioni di euro su tre anni, volto a favorire l’innovazione e la diversificazione dei redditi, permettendo ad esempio l’integrazione di sistemi agrivoltaici che combinano produzione di energia solare e pascolo.

L’ambizione energetica e la crisi abitativa

Il Framework punta a un sistema elettrico pulito al 95% entro il 2030. Sebbene le infrastrutture per l’energia solare ed eolica occuperanno solo una piccola percentuale del territorio, la loro distribuzione sarà pianificata in modo più equo ed efficiente. Parallelamente, la strategia affronta l’emergenza abitativa accelerando la costruzione di case in luoghi sostenibili e ben collegati, riducendo al contempo il rischio di alluvioni che attualmente minaccia una proprietà su quattro in proiezione al 2050. Entro il 2030, la diffusione di strategie di sviluppo spaziale (Sds) permetterà alle comunità locali di pianificare la crescita urbana in armonia con il ripristino della natura.

Ripristino della natura e digitalizzazione del suolo

Il declino della biodiversità, con una riduzione dell’abbondanza delle specie del 33% dal 1970, impone interventi su vasta scala. Il piano prevede la creazione di nuovi habitat naturali per un’area equivalente a circa 350.000 campi da calcio entro il 2030, portando la copertura forestale inglese al 16,5% entro il 2050.

Per supportare queste decisioni complesse, il governo lancerà il progetto Land Digital: una piattaforma di dati spaziali interoperabili e accessibili che integrerà mappe del suolo aggiornate e analisi predittive, permettendo a pianificatori e investitori di valutare rapidamente l’impatto ambientale e sociale di ogni progetto.

Leggi anche Crisi del suolo: degrado spinge richiesta di un trattato globale


Per ricevere quotidianamente i nostri aggiornamenti su energia e transizione ecologica, basta iscriversi alla nostra newsletter gratuita

Tutti i diritti riservati. E' vietata la diffusione
e riproduzione totale o parziale in qualunque formato degli articoli presenti sul sito.
Un team di professionisti curioso e attento alle mutazioni economiche e sociali portate dalla sfida climatica.