
La situazione in Calabria
Fabio Trezzini, componente della struttura commissariale, ha delineato il quadro presente in Calabria, come richiesto dalla Commissione Ecomiafie. Sono 13 gli agglomerati in infrazione. Cinque sono sotto diretta attuazione della struttura: Reggio Calabria, Acri, Castrovillari, Crotone e Montebello Jonico. Gli otto rimanenti sono solo coordinati dalla struttura: Bagnara Calabra, Mesoraca, Motta San Giovanni, Cosenza-Rende, Rossano, Sellia Marina, Siderno e Soverato. “Dopo la Sicilia è la Regione con il maggior numero di interventi da realizzare: interloquiamo con la Regione e accompagniamo gli enti locali, con le complessità note che derivano da una mancanza di gestori del servizio idrico e da una pianificazione d’ambito ancora incompiuta”, evidenzia Rolle in nota. In passato la Regione ha fatto ricorso allo strumento del project financing per la realizzazione delle opere, ma la scelta “ha caratteristiche potenzialmente onerose per le amministrazioni”, evidenzia il Commissario, “e non ha contribuito in modo determinante a risolvere i problemi della gestione”.
Le due nuove procedure di infrazione
In merito alle due nuove procedure di infrazione per cui l’Italia è stata condannata dalla Corte di giustizia europea (cause C-565/10 e C-85/13) ha affermato di valutare “positivamente l’opportunità di una presa in carico anche di questi interventi, ma già oggi gli attuali poteri del Commissario non sono sufficienti”. Rolle auspica d’avere “potere d’ordinanza sugli enti locali per ottenere il rilascio in tempi contenuti dei pareri di competenza, quali quelli sulla valutazione di impatto ambientale o sulla verifica di assoggettabilità”. Il testo che consentirebbe di allargare i poteri del Commissario, evidenzia lo stesso Rolle, “sta girando da molto tempo”, ma oggi “l’unica cosa certa è che ha trovato spazio nel Ddl ‘Cantiere Ambiente’ del ministero dell’Ambiente, che ha ovviamente tempi non brevi di approvazione”.
Le risorse necessarie
Oltre alla mancanza di potere, Rolle lamenta anche la mancanza di risorse e richiede “l’integrazione di 300 milioni di euro sul fondo per gli investimenti” da oggi fino al 2023.
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