Pronto un data base globale sull’impatto del clima negli ecosistemi

Lo studio parte dal Net Primary Production (NPP) cioè il carbonio accumulato dalle piante attraverso la fotosintesi dopo aver tenuto conto della loro respirazione

Una banca dati globale in grado di aiutare gli ecosistemi mondiali. Si tratta di un data base composto da 456 siti che comprendono i principali biomi terrestri con dati aggiornati su più anni. E’ quanto ha elaborato il team di esperti composto da: Marie Rodal, PLECO, Department of Biology, Universiteit Antwerpen, Belgium; Sebastiaan Luyssaert Systems Ecology, A-LIFE, Faculty of Science, Netherlands; Manuela Balzarolo Foundation — Euro-Mediterranean Center on Climate Change (CMCC), Italy; Matteo Campioli PLECO, Department of Biology, Universiteit Antwerpen, Belgium.

Lo studio e la banca dati permettono di fornire gli strumenti per comprendere come i sistemi terrestri della Terra immagazzinano carbonio e producono biomassa, valutando la Net Primary Production (NPP) cioè il carbonio accumulato dalle piante attraverso la fotosintesi dopo aver tenuto conto della loro respirazione. Di fatto valuta la quantità di biomassa che gli ecosistemi producono annualmente, stabilendo un benchmark per la calibrazione dei modelli di vegetazione e la valutazione delle risposte degli ecosistemi ai cambiamenti ambientali.

“La net primary production è una misura fondamentale della produzione di biomassa negli ecosistemi”, spiega Balzarolo. “Rappresenta il carbonio accumulato annualmente dalle piante attraverso la fotosintesi, corrispondente al resto del guadagno fotosintetico, o gross primary production, dopo aver tenuto conto della respirazione autotrofa.”

studio ecosistemi carbonio

Analizzare il carbonio investito per la produzione annuale di biomassa vegetale permette di produrre prodotti alimentari, fibre, combustibile e materiale da costruzione. “La NPP è anche una variabile chiave nel ciclo globale del carbonio e nel conseguente impatto sul sistema terrestre.” aggiunge l’esperta in una nota. Il database si offre così’ di fornire una base per studi comparativi su scala locale, regionale e globale svolgendo anche un ruolo di  importante set di dati di benchmarking per lo sviluppo di DGVM.

“La banca dati può essere utilizzata per studiare i driver ambientali della NPP, esplorare modelli nella NPP terrestre, in particolare differenze nella produzione above- e belowground, così come servire da benchmark per la calibrazione e validazione di modelli di vegetazione process-based e prodotti di remote sensing”, continua Balzarolo, che è anche Scientific Leader di CONCERTO, un progetto coordinato dal CMCC che mira a rivoluzionare il modo in cui comprendiamo e monitoriamo il ciclo globale del carbonio.

Una banca dati globale standardizzata

La nuova banca dati fornisce misurazioni di NPP armonizzate attraverso sei principali tipi di bioma: foreste (206 siti), praterie (145 siti), terre coltivate (34 siti), torbiere settentrionali (34 siti), tundra (21 siti) e arbusti secchi (16 siti). La copertura geografica si estende su tutti i continenti attraverso 50 paesi, con misurazioni che vanno dal 1959 al 2023.

“Le banche dati globali NPP in situ raramente tengono conto della metodologia di misurazione e quindi della qualità dei dati, e spesso non includono stime per la produzione belowground”, nota Balzarolo. L’approccio rigoroso del team invece garantisce che circa il 95% delle stime NPP derivino da metodi biometrici diretti.

Uno strumento di analisi completo su come le condizioni ambientali guidino i modelli di produttività attraverso i principali ecosistemi terrestri della Terra.

Temporal coverage plot with the years of the International Biological Programme (IBP) shaded in grey.Back to article page Scientific Data (Sci Data) ISSN 2052-4463 (online)
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Scientific Data (Sci Data) ISSN 2052-4463 (online)

“Siamo particolarmente soddisfatti di questa pubblicazione e banca dati, perché è un riconoscimento importante del lavoro non solo dei giovani ricercatori di oggi, come l’autrice principale Marie Rodal, ma anche degli sforzi di migliaia di scienziati sperimentali che, dagli anni ’70, hanno condotto misurazioni NPP sul campo. Senza il loro lavoro, la costruzione della banca dati non sarebbe stata possibile, mentre allo stesso tempo la banca dati valorizza enormemente i loro vecchi dati”, dice Campioli.

 


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