Un nuovo patto per la Toscana per preservare agricoltura e pesca

Le criticità del comparto esposte all'evento “Made in Toscana – La cooperazione agroalimentare incontra le istituzioni”

“Le cooperative agricole e della pesca rappresentano un presidio fondamentale per la Toscana, ma senza interventi urgenti molte rischiano il collasso e con loro è in pericolo il modello di sviluppo toscano: equo, sostenibile, radicato nei territori e fondato su un’alleanza tra comunità, ambiente e produzione”. E’ l’allarme lanciato dal presidente di Fedagripesca Confcooperative Toscana, Fabrizio Tistarelli nel corso deconvegno “Made in Toscana – La cooperazione agroalimentare incontra le istituzioni”, che si è svolto oggi 21 luglio alla Vecchia Cantina di Montepulciano. Diversi i rappresentanti di istituzioni e mondo confederativo presente. Dall’incontro è stato lanciato l’appello delle cooperative agroalimentare e della pesca alle istituzioni per “un nuovo patto per la Toscana”.

Il punto del comparto nei diversi settori:

Vitivinicolo che sta affrontando “una crisi senza precedenti: calo delle vendite, cambiamento nei consumi, impatto della crisi climatica, danni da fauna selvatica, costi energetici alle stelle. Senza misure rapide su promozione estera, ristori, sburocratizzazione e innovazione, rischiamo di vedere spegnersi uno dei motori della nostra economia rurale” sottolinea Tistarelli.

Olivicoltura minacciata da concorrenza sleale e cambiamenti climatici. L’invasione di oli extravergini a basso costo e scarsa tracciabilità disorienta il consumatore e penalizza i produttori onesti. Il rischio è quello di una progressiva marginalizzazione di un settore chiave per la biodiversità e la tenuta delle aree collinari”.

Floricoltura, in crisi segno di “un disagio profondo che tocca le imprese più innovative del nostro sistema agricolo. Costi energetici, fitofarmaci insufficienti, concorrenza estera sleale e assenza di strumenti contrattuali minano la sostenibilità del settore. Serve rilanciare la ricerca, riaprire un tavolo ministeriale, e sostenere contratti di coltivazione”.

Colture estensive e frutticole sempre più esposte agli effetti del cambiamento climatico e della scarsità di manodopera. Il costo di fertilizzanti ed energia cresce, le rese calano, la competitività si riduce. Serve investire in ricerca genetica, pratiche sostenibili e strumenti di commercializzazione innovativi per non disperdere un patrimonio di produzioni di qualità”.

Zootecnia Gli allevamenti si riducono, si perdono presìdi nelle aree marginali e diminuisce l’offerta di carne e latte locali. Occorre un piano integrato per il rilancio: innovazione tecnologica, efficienza energetica, tutela delle razze autoctone, filiera corta e formazione degli operatori”.

Le Foreste “pilastro della gestione ambientale e del presidio della montagna” necessitano di risorse per contrastare il dissesto idrogeologico. “Chiediamo meno burocrazia e più attenzione alle imprese iscritte all’Albo forestale regionale” sottolinea il presidente di Federgripesca.

Rispetto la Pesca forse il settore più fragile. Il costo del gasolio e dell’energia rende insostenibile l’attività. Le cooperative di piccola pesca sono penalizzate da fermi biologici, vincoli ambientali, progetti infrastrutturali costieri e mancanza di sostegni adeguati. Ma rappresentano l’unico modello davvero compatibile con la qualità ambientale e lo sviluppo delle comunità costiere. Serve un confronto immediato con le istituzioni per salvare la pesca toscana e il suo indotto”conclude.


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